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Rimestanze


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Lucio Piccolo Piccolo  Lucio
[ Palermo 27/10/1901 , Capo d'Orlando (Messina) 26/05/1969 ]

VASTA È LA VALLATA

Vasta
è la vallata, si spande pianeggiando e in pendi
i in poggi, in solchi che verdeggiano
d'una speranza d'acqua e fanno in giro
orizzonte le montagne, ma il respiro è più grande...
fatica è da noi l'acqua - solo in alto lontano
tra rupi libera è custode al canto esile il silenzio.
Ma nelle pianure, a prezzo di cigolii, di ruote
o d'eliche alte su trampoli
alla mercé dell'aure... e quando balza
e fa bevanda di spuma terrosa, nel fosso
che ci ha dato la zappa, per vigore di poco
volgere di settimane, di sole, dal cespo
fitto, dall'arruffìo - si libera un velo
di brezza - trema ora il petalo più rosso
del vento più in ardore

da Il raggio verde


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SORGENTE

Notte, giorno, sotto il rigore
di Gennaio o l'afa d'Agosto
sgorgo in sonante nitore
di vergini acque e non sosto ;
breve riso che il getto stende !
Scorre la liquida piega
su la ghiaia minuta che splende
su le foglie e l'insetto che annega !
Ma se irrompe dal pieno mattino
un raggio e si posa su le mie stille
scivola tutta l'acqua su mille
anguille d'argento azzurrino.

da Il raggio verde


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IL CANTO DELLE ESPERIDI

Prima Esperide


Mai giorno, mai notte
e protende le sue braccia il giorno
e si curva la notte dalle sue
grotte stellate per il bacio
che mai si compie, che mai s'abbandona
e sospira l'attesa e tesse
le spume intorno, nella distesa
marina che sempre risuona;
viene la brezza si nasconde
negli arbusti pieni di fronde
si toccano i pomi, danno
tintinni più forti, baleni
e le fiaccole col fuoco
senza calore bruciano gli attimi, l'ore
nel fermo vespro perenne.

da Il raggio verde


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IL CANTO DELLE ESPERIDI

Seconda Esperide


Se avviene che getti l'ondata
su la spiaggia frantumi violetti
di dirotto uragano di nembo,
un disperso gabbiano narra
che sorgono di là dal mare
montagne, che s'aprono vallate
ai sonni, ai risvegli dell'uomo;
spazia l'occhio nei meandri
sereni e la bontà dei rami
si piega a la grazia dell'acque.

da Il raggio verde


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IL CANTO DELLE ESPERIDI

Terza Esperide


E un fiore è negli orti dell'uomo :
sale la delizia del sangue da fili
di porpora a le foglie, batte
nei petali e la corolla
s'apre al verace respiro ;
ma si ferisce la mano
che la coglie e gioia e dolore
chiude l'istesso cerchio.
Ma qui consumano l'ore
l'erranti clessidre di spuma
e d'aria

da Il raggio verde


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SI DICE CHE IL SILENZIO ERA FUGGITO

Si dice che il silenzio era fuggito, s'era rifu-
giato nei luoghi che la festa ha fatto deserti:
i campanili senza suono né fune (si profila
nel cielo il vano...) i ritrovi suburbani
dove sono già scure le ringhiere alle ter-
razze sui giardini del garofano e della
malvetta e lì lascia che lo trapungano appena
il singhiozzo raro dell'acqua, la nota minima
come di flauto, il ronzio dell'insetto e l'inspie-
gabile sussulto improvviso del rampicante.
Poi salì su le torrette degli osservatori
volò verso la cima dei monti
e si librò da lì più in alto
ancora a spiare che venissero
fuori dal profondo le prime borchie
lucenti
ma già i feltri dell'ombra e del sonno
smorzano i timpani, i flauti, i clarini
un altro teatro s'accende senza
luce, segreto.

da Il raggio verde


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