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Anastasio Cocco
[ Messina 29/08/1799 , Messina 26/02/1854 ]


nsigne naturalista, si occupò con successo di botanica e istologia. Il padre, medico letterato, lo avvia allo studio delle lettere, della filosofia e della matematica, mentre i fratelli, Gioacchino ed Antonio Arrosto, guidano i suoi primi studi naturalistici. Viene accolto nel 1819 nella Reale Accademia Peloritana de' Pericolanti. Si trasferisce a Napoli, ove segue i corsi di Domenico Cotugno e Vincenzo Semmola, ma è costretto ad un rientro tempestivo a Messina per la morte del padre. Consegue a Catania la laurea in medicina.
Nel 1827 ottiene la cattedra all'Ateneo di Messina, inaugurando il corso con una prolusiorie "Sulla necessità delle Scienze Fisiche e naturali per lo studio della Farmacologia". Comincia ad interessarsi di biologia marina, settore poi predominante e nel quale divenne un autorevole cultore.
a il primo contributo scientifico, per la conoscenza di forme animali relitte sulle spiagge dello Stretto , nel 1829 determino  pesci appartenenti ai generi Vinciguerria e Icthyococcus descrivendone gli organi luminosi. Per motivi professionali non fu presente, benché designato dall'Accademia Peloritana come proprio rappresentante, alla prima adunanza degli scienziati italiani, che si teneva a Pisa nel 1839. Partecipò invece attivamente all'adunanza napoletana del 1845, di cui fu per il settore zoologico uno dei protagonisti sotto la presidenza di Carlo Luciano Bonaparte. Nel 1851 fu eletto segretario della Reale Accademia Peloritana dove presentò e lesse alcuni lavori scientifici. Di Botanica pubblicò: "Intorno a due mostruosità pelorie della linaria reflexa". La predilezione di Anastasio Cocco fu per la zoologia; scoprì nuovi generi e specie. Fu in relazione con i più illustri naturalisti italiani ed esteri

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