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Chiesa di Santa Maria di Mili

Vista delle cupole e dell'abside

La Chiesa normanna Santa Maria di Mili in Mili San Pietro (Messina), è una tra le più antiche testimonianze di architettura religiosa arabo-normanna della Sicilia e della città di Messina. La chiesa, con l'annesso ex monastero, sorge sulla riva sinistra del torrente Mili nei pressi dell'abitato di Mili San Pietro.

Indice

Storia [modifica]

Edificata intorno al 1090 dal Conte Ruggero d'Altavilla (che nel 1092 vi fece seppellire il figlio naturale Giordano, morto in battaglia a Siracusa) e da lui affidata, nello stesso 1092, ai monaci basiliani guidati dall'egumeno Michele, la chiesa sorge probabilmente sul luogo di un precedente cenobio di epoca bizantina. L'abbazia basiliana, tra le più importanti della Sicilia medievale, conobbe periodi di splendore e decadenza che si alternarono fino al 1542, anno della cessione, ad opera di Carlo V, dell'abbazia al neocostituito Grande Ospedale di Messina. Nel 1866, in seguito alle leggi eversive dello Stato unitario, il monastero e la chiesa vennero acquisiti dal Demanio; il monastero fu venduto a privati, mentre la chiesa è tuttora patrimonio del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell'Interno.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Messina.

Architettura [modifica]

La parte più notevole della chiesa è quella absidale, in cui spiccano le tre cupole emisferiche, la maggiore e le due minori, di chiara matrice islamica e l'abside centrale, l'unica emergente all'esterno, in stile romanico. La chiesa venne prolungata in avanti nella prima metà del XVI secolo, con la realizzazione di una nuova facciata e l'innalzamento del livello della copertura.

Opere d'arte [modifica]

A seguito degli interventi di restauro postterremoto operati dall'arch. Valenti, la chiesa venne totalmente spogliata all'interno degli stucchi, degli intonaci e degli altari. Provengono da essa una tavola del 1638 di Francesco Laganà raffigurante la Madonna del Rosario tra devoti oranti, un'acquasantiera in marmo cinquecentesca ed una campana settecentesca, custoditi nella chiesa parrocchiale di Mili San Pietro. La lapide che ricorda la sepoltura di Giordano è conservata nei depositi del Museo Regionale di Messina.

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