

Eclettismo-liberty messinese
Dopo che il terremoto del 28 dicembre 1908 rase al suolo Messina, si decise che la città doveva essere ricostruita, così giunsero nella città dello stretto numerosi architetti e ingegneri. Tra gli operatori commissionati, molti si presentarono con nuove idee e in un decennio li esplicarono, elaborando degli edifici in un linguaggio eclettico, che bene si accomunò e integrò con innovazioni moderne. Così a Messina sorsero i primi palazzi in stile eclettico e liberty confermandone tuttora il disegno urbano e dotandola di un ricco patrimonio architettonico, testimonianza del liberty e dell'eclettismo, in Sicilia e in Italia.[1]
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Gino Coppedè a Messina [modifica]
Ancora prima di Ernesto Basile, giunse a Messina Gino Coppedè. I maggiori interventi a firma di Coppedè avvennero visibili il corso Garibaldi, principale arteria stradale della città nel secolo scorso. Quindi nell?immediata ricostruzione, fu qui che si concentrarono gli interventi più prestigiosi. Oltre al palazzo del marchese Loteta, sono da ricordare altri due isolati progettati da Coppedè.[2]
Risanato il corso Garibaldi, Coppedè si occupo dei progetti per la Piazza del Duomo e del palazzo più famoso lì situato; Palazzo Zodiaco.
Palazzo Zodiaco, con le sue decorazioni che richiamano al medioevo e all'eclettismo tipico del Coppedè, è unico nel suo genere e lo fa tra i più apprezzati, poiché diventato anche uno dei principali punti di riferimento della città, per la sua ubicazione. Una delle opera massime di Coppedè a Messina, rimane senz'altro Palazzo Tremi (o Palazzo del Gallo), che presenta caratteri diversi dagli edifici precedenti. Le linee sono più rigide e i volumi più ampi anche se il decoro resta predominante, quasi un fronte ininterrotto.[2]
Altre opere di Coppedè [modifica]
Altri importanti da ricordare sono, i palazzi siti in via Cardines, che anche se presentano figura architettonali meno imponenti e superbe, sono uniche per il loro genere: Palazzo Api e il Palazzetto Coppedè, riconoscibile dall'inconfondibile aquila inserita nelle inferriate dei balconi, e Palazzo Magaudda, sito in via Cesare Battisti, con decorazioni in cassaforma di cemento e disegni a graffito policromo.
Camillo Puglisi Allegra [modifica]
Nel dopo terremoto, importanti furono le opere del messinese Camillo Puglisi Allegra, ma in particolar modo la Galleria Vittorio Emanuele III, che dopo quella di Napoli è la più importante del Meridione e che meglio rispecchia l'eclettismo di Camillo Puglisi Allegra.
Altro [modifica]
Oltre ai palazzi dei più famosi architetti, Messina è nota per gli altri numerosi palazzi e in particolare per quelli in puro stile liberty e con decorazioni floreali e post-floreali di artisti messinesi e non, come il Palazzo della Dogana del messinese Lo Cascio, e il Grancamposanto del messinese Leone Savoja.
Opere eclettiche con elementi liberty come il Palazzo del Governo, furono progettati anche da Cesare Bazzani.
Galleria Fotografica [modifica]
Note [modifica]
- ^ Messina, arte e civiltà
- ^ a b Percorriamo la città ricostruita fra gli anni dieci e gli anni trenta
Voci correlate [modifica]
- Eclettismo (arte)
- Liberty
- Gino Coppedè
- Palazzi di Messina
- Palazzo Magaudda
- Liberty milanese
- Liberty napoletano
- Liberty a Torino
- Edifici liberty di Cagliari
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
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