
Thapsos
| Thapsos | |
|---|---|
La penisola di Magnisi vista da Melilli |
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| Epoca | età del bronzo |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Comune | |
| Scavi | |
| Archeologo | Paolo Orsi |
Coordinate: 37°9?12.67?N 15°13?45.63?E? / ?37.1535194°N 15.2293417°E
Thapsos (????? in greco antico) è il nome di uno dei più importanti siti protostorici siciliani. È il centro eponimo per la cosiddetta Cultura di Thapsos che in Sicilia si identifica la media età del bronzo. Il sito è localizzato sulla penisola di Magnisi, nel comune di Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa. La cronologia non è ancora certa ma sembra andare dalla prima età del bronzo fino all'VIII secolo a.C., in coincidenza con la colonizzazione greca della Sicilia orientale. Il sito è stato studiato dagli archeologi Saverio Cavallari e Paolo Orsi alla fine dell'Ottocento, Giuseppe Voza e Luigi Bernabò Brea negli anni settanta del novecento.
Indice |
Necropoli [modifica]
È stata individuata una necropoli suddivisa in tre settori, due dei quali con tombe a grotticella artificiale con camere sepolcrali a pianta circolare scavate nella roccia. Si possono trovare anche delle sepolture a camera caratterizzate da vaste dimensioni, alzato a forma di tholos con cella circolare e vestibolo servito da dromos o sepolture a pozzetto con nicchie più o meno riquadrate e basse panchine perimetrali, scavate dove il banco roccioso era pianeggiante. Nella zona centrale della penisola è stata trovata una necropoli coeva con sepolture ad enchytrismòs dove gli inumati venivano posizionati senza corredo in recipienti ovoidali cordonati (pithoi) e sistemati in concavità naturali della roccia.
Abitato [modifica]
L'abitato occupava l'area circostante l'istmo che collega Thapsos alla Sicilia. Gli scavi hanno individuato le fondazioni di edifici appartenenti a due diverse fasi. Quella più antica con grandi capanne circolari e quella più recente con edifici rettangolari spesso raccolti ad ali intorno a cortili acciottolati. L'abitato era difeso da una fortificazione con torri semicircolari. Thapsos è particolarmente nota per i rinvenimenti di reperti di origine egea (micenea e cipriota in particolare) che dimostrano rapporti commerciali tra l'Egeo e la Sicilia. Reperti della cultura di Borg in-Nadur testimoniano anche rapporti con l'arcipelago maltese. La maggior parte dei reperti provenienti dagli scavi di Thapsos è oggi esposta al Museo Archeologico Regionale "Paolo Orsi" di Siracusa.
Secondo lo storico greco Tucidide, che ne ricorda per la prima volta il nome, Thapsos sarebbe stata la prima effimera sede di una colonia di greci Megaresi i quali, dopo la morte del loro ecista Lamis, abbandonarono il sito per mancanza d'acqua e fondarono a poca disanza Megara Iblea. Sempre a Thapsos si accampò l'esercito ateniese prima di assediare Siracusa nel corso della guerra del Peloponneso.
Di particolare interesse la Torre di Magnisi, struttura circolare solitaria edificata tra la fine del Cinquecento e il 1600.
Voci correlate [modifica]
Bibliografia [modifica]
- S. Tusa, La Sicilia nella Preistoria, seconda edizione, Palermo 1992.
Collegamenti esterni [modifica]
- THAPSOS, il fascino e la magia di una penisola senza tempo
- Galleria fotografica
- Thapsos, filmato da youtube
- ThapSOS, filmato da youtube
Wikipedia
