Useronline Insert Failed > Nasce « Revestito » a Messina. Una Rivista on line per tutti. Per tutti coloro che non tollerano più demagogia, privilegio, mistificazioni di poteri grossi o piccoli, che hanno messo alle strette l´umanità, la libertà, e soprattutto la dignità. Revestito ha significato ambivalente: non occorre che sia messo a nudo il re ,per evento eccezionale, affinchè la natura delle cose in qualche misura si disveli. La trasparenza dovrebbe essere alla base di ogni consorzio civile e di ogni Stato di diritto che tale pretenda definirsi.
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Giuseppe Migliari

Giuseppe Migliari
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Pugilato Boxing pictogram.svg
Dati agonistici
Categoria Pesi mediomassimi e Pesi massimi
Ritirato 24 luglio 1966
Carriera
Incontri disputati
Totali 26
Vinti (KO) 20 (9)
Persi (KO) 5 (3)
Pareggiati 1
 

Giuseppe Migliari (Ferrara, 3 agosto 1937) è un pugile italiano, ex azzurro e sfidante al titolo italiano dei Pesi massimi.

Indice

Carriera [modifica]

Gli inizi [modifica]

Nasce a Ferrara e inizia giovanissimo a praticare il pugilato. Noto sin da piccolo con il soprannome di Gigi, Migliari è alto e robusto; entra nella palestra estense della Sempre Avanti Vigor diretta dal maestro Imo Durelli. Seguito con attenzione dal campione ferrarese dei Pesi massimi Uber Bacilieri, passa alla palestra rodigina del maestro "Nando" Strozzi per poi ritornare a Ferrara ad allenarsi, sempre sotto la guida di Strozzi, nella neonata Palestra Padana. Esordisce in maglietta come Peso medio nel 1955 e da quel momento in avanti la sua carriera dilettantistica lo pone alla ribalta nazionale.[1] Da dilettante combatte e vince anche con titolatissimi pugili italiani nella categoria dei Pesi mediomassimi come Piero Del Papa e Giulio Saraudi, poi batte anche importanti dilettanti stranieri come il Campione d'Europa Negrea e a Sofia il bulgaro Stankov.[1]

Azzurro e preolimpico [modifica]

Combatte ormai stabilmente tra i mediomassimi e indossa più volte la maglia azzurra. Prende parte alla selezione italiana che si appresta a partecipare alle Olimpiadi di Roma del 1960 ma all'ultimo momento il selezionatare azzurro Natalino Rea gli preferisce Saraudi che poi conquisterà la Medaglia di bronzo nella categoria fino agli 81 kg in cui trionferà il diciottenne Cassius Clay.

Professionista [modifica]

Passa al professionismo, con Strozzi sempre all'angolo anche in veste di procuratore, esordendo a torzo nudo il 5 dicembre 1960 nel Palazzo delle Palestre di Ferrara e battendo ai punti il francese Francois Dellanoy. Consegue 13 vittorie e 1 pareggio nei primi 14 incontri battendo Plinio Scarabellin - già avversario dell'ex campione dei Pesi massimi Francesco Cavicchi - e il campione spagnolo dei massimi José González.

Boxa ormai regolarmente nella categoria che a quell'epoca fissava il proprio limite al di sopra delle 175 libbre e in modo forse un po' avventato viene contrapposto, il 23 maggio 1963, all'americano Wayne Bethea - già avversario sconfitto di Sonny Liston e Zora Folley ma vittorioso contro Ernie Terrell ed Ezzard Charles nonché reduce dai pareggi contro Giulio Rinaldi e il bresciano Santo Ammonti - nel sottoclou della riunione incentrata proprio su Rinaldi che batte il tedesco Erich Schoppner per il titolo europeo dei mediomassimo, tenuatasi allo Stadio Flaminio di Roma.[2] Sconfitto ai punti da Robot Bethea - pugile dal passato glorioso e che aveva proprio recentemente battuto l'ex campione olimpico Franco De Piccoli ma ormai ritenuto sul viale del tramonto - il ferrarese conosce un periodo di appannamento: non gli è riuscito il grande salto internazionale ed è troppo prestigioso per essere affrontato senza rischi da quotati pugili nazionali. Torna sul ring 9 mesi dopo di nuovo a Roma e consegue 3 vittorie consecutive. Nuovo stop il 12 settembre 1964 sempre a Roma contro il navigato statunitense di colore Freddie Mack che gli impone una sconfitta per KOT.

La sfida per il titolo e il tramonto [modifica]

Ancora 3 vittorie - una delle quali contro il futuro avversario di Joe Frazier, Don Smith - e finalmente l'11 giugno 1965 ha l'occasione di battersi per il titolo italiano dei massimi contro il detentore Amonti. Circa 10 anni dopo l'ultima conquista della cintura italiana dei massimi da parte di Bacilieri, un altro ferrarese tenta l'impresa. Sul ring di Roma però, Migliari perde per KOT al decimo round.

Sale nuovamente tra le 12 corde in Inghilterra a Wolverhampton contro l'ex campione inglese dei mediomassimi e dei massimi, nonché futuro campione europeo dei massimi, Jack Bodell il 22 marzo 1966 ma viene sconfitto ai punti. Ha un'ultima chance il 24 luglio 1966 contro il bolognese e futuro campione d'Italia Dante Cané a Torino, ma nello scontro campanilistico Migliari ha la peggio, subendo un nuovo KOT alla sesta ripresa proprio nella riunione in cui un ferrarese d'adozione, l'argentino Juan Carlos Duran, si laurea campione italiano dei medi.

Questo è il suo ultimo combattimento, a 29 anni Migliari si ritira dal quadrato.

Note [modifica]

  1. ^ a b "I figli dimenticati", di Raul Rimessi, Este Edition, Ferrara, 2010, pag.111
  2. ^ "Passeggia Rinaldi contro Shoppner, Enrico Venturi su "L'Unità", pagina 9, 24 maggio 1963

Collegamenti esterni [modifica]

Record professionale di Giuseppe Migliari in BoxRec.com

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