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108 Perle di Storia


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Comune di Spadafora

Stemma Spadafora Altitudine 6 m.
Latitudine 38.2248
Longitudine 15.3801
Cap 98048
Telefono 0909920814
Fax 0909941495
Internet www.comune.spadafora.me.it
Email info@comune.spadafora.me.it
Patrono San Giuseppe

Il Comune di Spadafora si estende sul litorale tirrenico nel tratto di strada statale 113 compreso tra Rometta Marea e Venetico Marina. Si suddivide in tre importanti zone: quella lungo la costa, popolata in gran parte da pescatori; la zona centrale, comprendente la piazza V. Emanuele III, il bronzeo monumento ai caduti, il Municipio e soprattutto il castello medievale; la terza zona denominata "Arcipretato" che si estende nella parte periferica del paese. Spadafora si presenta oggi come una ridente cittadina situata tra la collina ed il mare. Questo particolare vantaggio le consente di trarre profitto dall' attività peschereccia e dalla coltivazione delle viti e delgli ulivi oltre ai giardini di aranci, mandarini e limoni che si alternano nel retroterra. Molto attivo è il commercio che è alimentato da alcune fabbriche di laterizi, dall'industria di materiale plastico "Sicilpack" e dalle due piccole fabbriche di manufatti in terracotta. Di notevole importanza per l'economia del luogo è anche la pesca che costituisce una delle attività più tradizionali del paese. Piuttosto scarsa è, invece, l'attività artigianale che tende a scomparire del tutto col passare degli anni.

Storia

Il suo nome deriva da quello di un nobile casato che ne conquistò il territorio nel 1459, ma le sue origini di centro abitato e di luogo di ferventi attività agricole, commerciali e marinare risalgono a tempi molto più lontani, ad insediamenti primitivi coincidenti con la nascita dell'agricoltura. La sua principale vocazione divenne, però, ben presto quella marinara. Pare che la spiaggia fosse molto frequentata dai Fenici, data la sua posizione strategica tra Capo Milazzo e le coste della Calabria. Nel periodo degli insediamenti greci, alla popolazione indigena si unirono gli elleni, creando un grosso centro sicilioto non molto distante da Imera, importante centro di cultura e di commercio fondato dai greci. Sotto i romani le vaste colture a grano scomparvero e la zona divenne quasi deserta. Patì, con il resto dei paesi del litorale tirrenico, le incursioni dei barbari; poi conobbe una lunga fase pacifica nell'epoca bizantina. Il periodo più ricco per il territorio di Spadafora fu indubbiamente quello arabo. I fenici e i greci avevano fatto di Spadafora un centro di commercio e di cultura. Gli arabi lo portarono al massimo splendore e valorizzarono le campagne con la costruzione di acquedotti che trasportavano l'acqua dei torrenti nei campi coltivati. La città divenne anche un importante centro d'importazione delle mercanzie arabe. Con la dominazione normanna, Spadafora divenne il centro abitato di una baronia, elevata in seguito a principato sotto i principi Spadafora, che diedero il nome alla cittadina. Con gli svevi, Spadafora mantenne le caratteristiche dell'epoca precedente; la sua decadenza iniziò nel periodo angioino. Nella lotta contro i francesi, dette il suo contributo inviando numerosi volontari alla difesa di Messina. Come il resto della Sicilia decadde nell'epoca aragonese e del vicereame. A causa del trasferimento del principe a Palermo, allora luogo di delizie della nobiltà sicula, il suo vasto territorio fu affidato ai gabelloti, con conseguenze nefaste per l'agricoltura e per la vita sociale. Dopo il terremoto di Messina del 1783, gruppi di valorosi spadaforesi, via mare, portarono aiuto al derelitto capoluogo. Da quanto si è potuto rilevare dagli archivi comunali, risulta che Spadafora si costituì a comune autonomo nell'anno 1817; prima di allora era una frazione di S.Martino, oggi frazione del Comune di Spadafora. Infatti il primo registro dello stato civile del Comune risale proprio al 1817. Nel 1848 anche Spadafora partecipò al tentativo di liberazione dalla tirannide borbonica. Nella notte del 28 gennaio una squadra a cavallo e bene armata di "picciotti", guidata dai maggiorenti del paese, fu inviata a Messina, dove si distinse in famose giornate di battaglia fino allo sfortunato epilogo che vide la caduta di Messina, il 7 settembre 1848. Fra i cittadini di Spadafora si distinsero il dottor Antonino Giunta e il fervente patriota Francesco Maniscalco. Nel 1860, dopo lo sbarco di Garibaldi, giovani volontari spadaforesi si nascosero in un luogo tra S. Lucia del Mela e S. Filippo, attendendo l'esercito garibaldino, nel quale si arruolarono partecipando alla grande battaglia di Milazzo del 20 luglio 1860, che aprì la via all'unità d'Italia. Assurto ormai ad emblema della città di Spadafora, sorge nel suo centro il Castello, la cui struttura attuale si fa risalire alla seconda metà del sec. XV. Di tozza figura quadrilatera, appena alleggerita da quattro bassi torrioni bastionati agli angoli, fu in origine, secondo alcuni, soltanto una torre di avvistamento, avamposto del castello di Venetico, situato in collina e sede del feudatario. La leggenda vuole che una galleria sotterranea mettesse in comunicazione le due fortificazioni, permettendo il passaggio di soldati e prigionieri. Probabilmente la torre fu ampliata o ricostruita intorno al 1500 dall'architetto fiorentino Camillo Camilliani, divenendo quel castello di cui rimane oggi solo la parte centrale che rappresenta il più importante patrimonio artistico-culturale di Spadafora. Il castello fu certamente restaurato una prima volta nel 1600. I quattro robusti speroni angolari a forma trapezoidale sono contornati, nella parte superiore, da caratteristiche merlature, nei cui interspazi venivano piazzate le bocche dell'artiglieria. Nelle estremità angolari di ciascuno sperone si ergono le casematte, a protezione dei soldati di guardia; le feritoie sottostanti venivano usate come saitterie in occasione di assalti ed assedi al castello. Il castello è stato recentemente restaurato a cura della sovrintendenza per i beni ambientali di Catania e successivamente dalla sovrintendenza di Messina, dopo l'acquisizione da parte della Regione Siciliana.

Feste

Festa Patronale 19 Marzo


Distanza dalle città Capoluoghi (in Km)
Agrigento306Enna198Ragusa225
Caltanisetta239Messina28Catania121
Palermo231Trapani330

Fonti :Provincia di Messina - www.comune.spadafora.me.it

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