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Francesco Lo Sardo
[ Naso (Me) 22/05/1871 , Napoli 30/05/1931 ]


«la figura più luminosa della storia della Sicilia a cavallo dei due secoli, l’incarnazione più alta della lotta di emancipazione del popolo siciliano, l’espressione umana e politica più rilevante e spontanea di tutte le ansie, (…) della modestia e dell’orgoglio del movimento socialista e comunista siciliano»,
Pancrazio De Pasquale

Francesco Lo Sardo suoi lo iscrivono al seminario vescovile di Patti da ma sconcertato dagli insegnamenti dogmatici, impossibili ad aperture progressiste, esce e prosegue gli studi nelle scuole pubbliche di Messina.
Nel 1886 fonda, assieme a Giovanni Noè, il primo circolo anarchico di Messina «Amilcare Cipriani» , il periodico anarco-socialista «Il Riscatto» e nel 1893 il primo «Fascio operaio» a Naso.
All'età di ventitré anni viene incarcerato per la sua attività antifascista. Diventa noto come rivoluzionario che non cessa di attaccare il sistema imperialistico.
Iscrittosi in giurisprudenza si laurea il legge nel 1894. Dopo un nuovo arresto, quello del 1898, si trasferisce per breve tempo a Napoli, dove esercita i primi anni di avvocatura.
Rientra a Messina all'età di 32 anni, sposato e con un figlio che cadrà sotto le macerie del terremoto come anche l'amico Giovanni Noé.
opo la Prima guerra mondiale, guida le occupazioni contadine delle terre incolte e fonda la locale Camera confederale del lavoro. Alle elezioni del 1924 Lo Sardo viene eletto deputato nazionale con più di 10 mila voti;  è il primo deputato comunista siciliano che entra al Parlamento, sempre pedinato dalla polizia sino all'ultimo arresto. Viene minacciato di morte dai fascisti e arrestato l'8 novembre 1926 Viene rinchiuso prima a Messina e poi a Catania, Roma, Sassari, Oneglia, a Turi di Bari ove incontra Antonio Gramsci e finalmente a Poggioreale dove muore in meno di due mesi.

“Hanno voluto la carne e si prenderanno anche le ossa. Io non firmo”

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