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Il movimento del «Soldino»

« Viva il Re e Abbasso Mussolini
Mussolini è pupu i pezza e tuttu u fasciu è na schifezza»

Vittorio Emanuele III Messina nel maggio del 1923 vengono licenziati ben 44 dipendenti, sono impiegati dello Stato, che secondo il governo di Mussolini, sono ostili al fascismo. Il provvedimento prende particolarmente di mira il personale dell'amministrazione ferroviaria, poiché è il nucleo di avanguardia della propaganda socialista rivoluzionaria, ma anche professori univeritari. Tra questi vi è il parlamentare Lombardo Pellegrino, che organizza un vero e proprio moto antifascista, ideando il movimento del «Soldino», una monetina di rame da un soldo o due soldi, con l’effige di Vittorio Emanuele III, che i contestatori portano all'occhiello, come un distintivo, gridando “ Viva il Re ! Abbasso Mussolini e il fascismo!”
Il movimento simbolo dell’appello al sovrano e del dissenso democratico, raccoglie la protesta dei ferrovieri, dei tranvieri, delle masse affamate, dei baraccati, ma anche lo scontento della piccola borghesia cittadina, sempre più emarginata e spinta all'opposizione dall'aumento dei prezzi e della disoccupazione,e dalla quotidiana sopraffazione delle autorità fasciste.
partire dal 5 maggio sono distribuiti i distintivi, preparati nelle officine ferroviarie, e diverse persone cominciarono ad ostentarli, come segno di protesta contro il Governo. Nei giorni seguenti, si svolgono diverse manifestazioni spontanee, che assumono via via un carattere sempre più tumultuoso, fino a giungere a veri e propri scontri violenti con i fascisti e con la polizia, ed ai tentativi di assalto alla sede del fascio ed a quella della Milizia nazionale. Il culmine di tensione si raggiunge il 10 maggio, quando nel corso di una manifestazione per le vie di Messina, i dimostrantiraggiungono piazza Cairoli, dove li attendono i fascisti e il commissario di P.S.. Quest'ultimo dopo aver fatto suonare i tre squilli di tromba, comanda la carica. La manifestazione si sciolge, ma si ricompone davanti al salone Italia, ritrovo dei seguaci dell'on. Lombardo Pellegrino, il quale si è messo, intanto, alla guida dei dimostranti. Vi sono nuovi scontri con la polizia e due scalmanati vengono arrestati.
Nella notte, nonostante l'immunità parlamentare, è arrestato anche il Lombardo Pellegrino. Il giorno seguente, però viene rilasciato.
La febbre del soldino inizio a contaggiare anche altre città siciliane e calabresi, e a coivolgere diverse categorie sociali, ma mai i partiti. I socialisti ed i comunisti che vi aderiscono lo fanno a titolo personale, al di fuori di ogni direttiva dei due partiti proletari, i quali non condividono quella forma di agitazione ed sono per principio contrari a qualunque alleanza con elementi borghesi.

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