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Le Stamperie

torchio di stampael 1473 per opera di un colto straniero, Heinrich Alding , è introdotta in Messina l'arte della stampa, e alla sua, varie altre tipografie seguono rapidamente, e le non poche e notevoli edizioni da esse uscite.
Nell’ultimo ventennio del XV secolo vengono stampate a Messina numerose opere di ottima qualità da parte di tipografi tedeschi e fiamminghi. Nel XVI secolo si ha notizia certa di 279 opere edite in Sicilia, tra cui molte di qualità elevata.
Giovan Filippo de Lignanime (Messina 1425 - Spagna 1499), celebre medico, che Papa Sisto V volle presso di sé in Roma, ha in casa sua, una stamperia, e pubblica il «Libro della conservazione della salute», nel 1475.
Un atto notarile del 1479 attesta una consistente comunità tedesca, ne fa parte un altro tipografo, Giorgio Spira, che è già stato a Roma e Napoli e mette su famiglia e bottega a Messina sposando una certa Crispello e tramandando la sua arte ai figli.
ltri tipografi tedeschi operanti tra fine Quattrocento e primo Cinquecento a Messina sono Giovanni Guardu (1481-89), Enrico Forti (1481-89), un certo Meschade dalla Westfalia (1481-89), Giorgio Ricker da Landau (1492-98), Giovanni Mylarde (1490-92), Guglielmo Schonberg da Francoforte (1497-99). Un gruppo di tipografi proveniente invece dai Paesi Bassi: Andrea da Bruges (1492- 1500), Livino o Olivino de Bethecar di Bruges (1492-1500), che nel 1503 si è trasferito a Palermo, l’incisore Iafo da Grannore. Dopo il 1500 per circa un ventennio non ha nessuna notizia di tipografie a Messina, ma l’attività editoriale riprende negli anni Venti, quando sono segnalati almeno due tipografi bresciani, Innocenzo da Brescia e Giovanni Yrdelli, e continuò grazie a molti ottimi tipografi siciliani.

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