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Palacultura (6500 - 4300 circa a.C.)


Necropoli

 ll’interno della zona di proprietà comunale ubicata sul lato destro del viale Boccetta, nell'area dell’is. 373, antistante a Sud la chiesa di S. Francesco all’Immacolata, lo sbancamento del terreno, effettuato nel gennaio del 1982, per le fondamenta del progettato Palazzo della Cultura mise casualmente in luce una necropoli romana di età imperiale, con circa 200 tombe.
a prima segnalazione di un affioramento di materiale archeologico all’interno del cantiere fu fatta alla Soprintendenza dai giovani della Cooperativa «Paideia» allora utilizzata dalla Regione in uno dei primi progetti di «pubblica utilità». Dopo i primi rilievi, effettuati gratuitamente dal geom. Salvatore Serio, e il primo sondaggio, venne inaspettatamente accertato che al di sotto della necropoli romana, ve ne giaceva una preistorica dell’età del Bronzo.
L’indagine dei livelli sottostanti rivelò una sequenza sovrapposta di insediamenti riferibili a precedenti facies culturali preistoriche, nessuna delle quali mai fino ad allora attestate nel comprensorio messinese dello Stretto e nell’area urbana di Messina.
La Soprintendenza di Siracusa, diretta dal dott. Giuseppe Voza affidò, la direzione tecnico-scientifica dello scavo al dott. Giacomo Scibona, docente dell’«Istituto di Archeologia Greca e Romana» dell’Università di Messina e noto studioso della Società Messinese di Storia Patria. La parte strettamente geologica dello scavo fu invece rilevata e studiata dalla dott.ssa Laura Bonfiglio, geo-paleontologa dell’«Istituto di Scienza della Terra» dell’Università di Messina, nota studiosa delle vicende geologiche e delle faune fossili dell’area dello Stretto.
o scavo stratigrafico si poté eseguire solo nella metà occidentale dell’area perché la restante porzione era purtroppo non più esistente e al suo posto si presentava un banco di terriccio alluvionale. I ricchi strati erano stati infatti chiaramente tranciati per un vasto fronte di smottamento del terreno, e spazzati via in direzione del mare dall’azione demolitrice di una disastrosa piena prodotta dall’adiacente torrente Boccetta, presumibilmente in età bassomedievale, come indicato dai frammenti di ceramiche raccolti tra le ghiaie.
La parte superstite si presentava composta da una densa successione di banchi ghiaiosi addensati assieme a quelle più minute, al limo e al terriccio argillosi, come una tipica formazione a matrice torrentizia. Ogni strato mostrava come nel corso dei secoli gli insediamenti umani venivano spazzati e seppelliti dalle alluvioni del torrente Boccetta.
L’indagine archeologica individuo le seguenti stratificazioni:

  • resti sette-ottocentesco dell’ex Cotonificio e Filanda «Ainis» e del monastero e annessa chiesa di S. Chiara (1750 circa – 1856);
  • elementi sotterrati in muratura di pietrame e calce riferibili a resti di strutture di varia natura (1600 - 1800 circa d.C.) e tre pozzi di scarico contenenti ceramiche e materiali vari (1600-1750 circa d.C.);
  • detriti d’età bassomedievale (1300-1450 circa d.C.);
  • necropoli romana della prima e della media età imperiale (30 a.C. - 270 circa d.C.);
  • materiale di argilla d’età ellenistica (350 - 150 circa a.C.);
  • necropoli della prima età del Bronzo (1850 - 1450 circa a.C.);
  • insediamento della tarda età del Rame (2200 - 1900 circa a.C.);
  • insediamento della prima età del Rame (2900 - 2700 circa a.C.);
  • insediamento del Neolitico Finale (3200 - 3000 circa a.C.);
  • insediamento, almeno due tombe, del Neolitico Medio (3700 – 3400 circa a.C.);
  • insediamento degli inizi del Neolitico Medio (4200 - 4000 circa a.C.);
  • area di frequentazione presumibilmente del Neolitico Antico (6500 - 4300 circa a.C.)

 

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