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Vann'Antò
[ Ragusa 24/08/1891 , Messina 25/05/1960 ]


vanto ann'Antò è il nome con cui si firmò regolarmente Giacomo Giovanni Antonio. Professore di Letteratura delle tradizioni popolari all'Università di Messina, è stato con Ignazio Buttitta il massimo esponente della poesia siciliana del Novecento. Studioso di dialetti e di folclore siciliano (si ricorderanno almeno due sue opere: Il dialetto del mio paese e Indovinelli popolari siciliani), prese parte alla Prima guerra mondiale, sulla quale lasciò un libro di memorie.
Dal 1919 si dedicò all'insegnamento, prima nelle scuole medie superiori, poi come docente di Storia delle tradizioni popolari presso l'Università di Messina.
Nel 1915 è stato cofondatore con il ragusano Luciano Nicastro e il messinese Guglielmo Jannelli della rivista «La Balza» quindicinale, edito a Messina, organo ufficiale del Futurismo italiano
È diventato un'autorità non solo per le sue opere originali, ma anche per le traduzioni di alcuni autori, soprattutto dei decadentisti francesi. A questo proposito, nel 1955, Vann'Antò e Pier Paolo Pasolini furono protagonisti di un'interessante confronto sulla natura della poesia dell'autore ragusano. Pasolini sosteneva che le sue composizioni fossero ispirate al decadentismo di Stéphane Mallarmé e Paul Éluard. Vann'Antò non era d'accordo e in sua difesa chiamò come esperto Leonardo Sciascia, che così commentò in una lettera privata:

 «Quel che c'è di astratto e sublime nella sua poesia, nasce da una penetrazione in certi strati dell'anima e della cultura popolare siciliana, dove l'astratto e il sublime naturalmente germina.»
 

  • Fante alto da terra, Messina 1932 (poesie in lingua connessa alla sua esperienza militare).
  • La Madonna nera Messina 1955.

Tre sono i volumi in dialetto:

  • Voluntas tua, Roma 1926;
  • U vascidduzzu, Messina 1956;
  • 'A pici, Ragusa 1958; da cui si citano gli ultimi due testi.

Fatta eccezione per i versi tratti dal poemetto Mmiernu e primavera tradotti da P.P. Pasolini, le altre poesie sono volte in italiano dall'autore.

Scrisse inoltre alcuni saggi sulla Letteratura delle tradizioni popolari, tra cui:

  • Il dialetto del mio paese (1945)
  • Indovinelli popolari siciliani (1954)
  • Gioco e fantasia (1956).

Infine curò l'edizione de La Baronessa di Carini (1958, da una storia del Cinquecento).

A. Romano- S Pugliatti- Vann Antò.gif
Romano-Pugliatti-Vann'Antò

 


DOPO IL SOGNO


Qualche filo bianco appare
nella notte dei capelli...

Ti risvegli,
bellezza!
piena di paura :
hai freddo...

Il freddo
del mattino,
si sa:

s'incomincia a veder chiaro
dopo il sogno,
di là!
___________________________________________________________________

GLI OCCHI

Ho due barche piccole e belle
quanto due fiori o due stelle,
in irrequieta crociera
per la terra sul mare e nel cielo:

dove alla fine del viaggio
cariche di dolore e d'amore
con l'ultimo raggio
s'ancorano al porto del Signore.
___________________________________________________________________

LA BOCCA

La campanina quanto suonò!
per bene per male
per gioia o dolor
e a vuoto suonò :

a vuoto suonò
per bene per male
per gioia o dolor...
Soltanto a morto suonare non può!
___________________________________________________________________

I QUATTRO NOVISSIMI

Il frutto maturo, bacato;
la polpa in sfacelo:
ma il nòcciolo è pieno,
rigermoglierà !
___________________________________________________________________

HOMO

Quanto impaziente di salire
cresci d'aria avido e di spazio,
tanto con le dolenti radici a strazio
nella terra affondi come l'albero.

Ma poi che finalmente cadi abbattuto
nella terra radici tronco rami sprofondi
[distrutto,
quando come nera nebbia l'ombra i campi
[sommerse
l'albero è immenso carico di stelle!
___________________________________________________________________

IL SEME

Oh il brutto piccolo
seme : era
tuttavia fiore,
caduto angelo!
non sogna forse
per quando muore
sotterra sfatto
il paradiso dell'albero?

Io credo! io vedo
cbe il sogno è vero:
non so per quale
divin portento,
caduto il làbile
fior della vita,
muoio e divento
io miserabile
seme mortale
— il sogno è vero! —
albero in cielo.
___________________________________________________________________



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