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Tommaso Cannizzaro
[ Messina 17/08/1838 , Messina 25/08/1921 ]


Tommaso Cannizzarooeta, studioso di tradizioni popolari, filologo apprezzato e garibaldino convinto dell'Unità d'Italia.
Nasce da famiglia borghese, figlio del funzionario don Francesco, discendete dal patrizio spagnolo Francisco Canizzares, e della casalinga Domenica Arena.
La sua passione alle lingue ed ai viaggi lo porta, ancora giovane, ad essere stimato traduttore di opere straniere e conoscere personalmente molti poeti e critici francesi, Mistral, Roumanille, Victor Hugo e mantenere numerosi rapporti epistolari interessanti.
Compone versi non solo in italiano ma anche in francese e in dialetto siciliano riuscendo a riprodurre la musicalità della poesia romantica francese. Nel 1893 pubblica il volume Fiori d’oltralpe (Messina 1893), traduzioni dal francese, dall’inglese, dal tedesco, oltre che dal danese, dallo svedese dall’ungherese, dal rumeno, etc. «Sòci dou Félibrige» dal 1888, è noto come autore della prima versione in dialetto della «Divina Commedia».
Collabora con diverse riviste letterarie «L'Alfa», «L'Attualità»,«Don Giovanni», «Eros», «Genio e follia», «l'Iride Mamertina», «La Libertà», «l'Ideale», «Metistofele», «Il naturalisco», «Prometeo», «Prime Armi», «La rinascienza» e riviste politiche «Geminal!» «Il Macchiavelli», «Il Peloro».
Le opere :

  • «Ore segrete» - 1862;
  • «In solitudine» - 1876;
  • «Cianfrusaglie» - 1884;
  • «Tramonti» - 1892;
  • «Gouttes d'ame» - 1892;
  • «Quies» - 1896;
  • «Vox rerum» - 1900.
  • la traduzione della «Divina Commedia».- 1904

 



Ad Elena Moro

Quegli che a te rivolge i suoi concenti,
Donna gentil, non ti conobbe ancora
Né, confuso alle turbe irreverenti,
Delle tue note udì l' onda canora.

Ma in te lo sguardo e i fidi orecchi intenti
Ei ti venne ascoltando ad ora ad ora,
E agl'ispirati tuoi divini accenti
Pianse in segreto e sospirò talora.

Dell'ampie volte i mille echi non scosse
Il di lui plauso, e infino a te non giunse,
Ma tacito del sen le vie percosse ;

Colà durevolmente ha seggio e vita.
Tanta per te, dolce pietà lo punse,
Oh Linda bella, oh Ghida, o Margherita!
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