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Stretto Ermetico

Lo stretto

Ricca grassa seduta
nel posto giusto
quasi un’elvetica mediterranea
teneva banco e cassa.
La povera Messina.
Fu quel suo male un tempo sconosciuto
annidato alla base alle radici
la terra e il mare sommossi
oscillanti incredibili nemici.
E la guerra
E chi successe alla guerra
e chi successe a chi successe
e non fa che succedere…

Bartolo Cattafi

Originale interpretazione della sperimentazione poetica nata, alla fine anni ’50, sulle ceneri del Neorealismo.
L' ermetismo è una corrente italiana del primo '900 sviluppandosi negli anni compresi tra le due guerre mondiali. Interessa in special modo la letteratura e la musica. La definizione fu coniata in senso dispregiativo dalla critica tradizionale che intendeva condannare l’oscurità e l’indecifrabilità della nuova poesia, ritenuta difficile in confronto alle chiare strutture della poesia classica. Il nome deriva da Ermete o Mercurio, il dio delle scienze occulte, e fu adoperato in senso dispregiativo appunto da Francesco Flora nel suo saggio «la poesia Ermetica». La prima raccolta di poesie ermetiche è «Il porto sepolto» di Ungaretti.
Ai poeti ermetici interessa la scelta delle parole e le loro poesie non seguono le regole della poesia classica, infatti assomigliano a prose. La poesia è intensa e riesce ad esprimere immediatamente ciò che l’ autore vuole manifestare e rappresentare. Il poeta, mediante la parola, esprime la realtà. I loro testi sono estremamente concentrati, molti significati si racchiudono in poche parole accuratamente scelte. La poesia degli ermetici vuole diventare «poesia pura» che si esprime con termini essenziali. L’ esperienza della prima e della seconda guerra mondiale li ha condannati ad una grande solitudine morale e ono obbligati ad una ricerca poetica riservata a pochi e priva di impegno sul piano politico.
Nel 1956, spenti gli ultimi fuochi dell’Ermetismo e del Neorealismo fanno la loro comparsa nel panorama poetico autori che lanciano la proposta della «poesia tecnologica» sulla volontà di costruire messaggi estetici nuovi, come la città anonima e soffocante,la vita sociale, i viaggi, la morte. I loro testi rovesciano i significati mediante l'assunzione dei codici dei mass media, come quelli della pubblicità, della stampa, della televisione, con quella carica polemica e ironica che soltanto i testi poetici nella loro libertà, sono capaci di possedere. Un' avarguandia che ha trovato contatti sia sullo stretto che in tutto lo stivale geografico dell' italia,

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