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Oddo delle Colonne
[ Messina 1200 , ]


È stato uno dei primi seguaci di Federico II e della «Scuola siciliana», appartiene probabilmente alla stessa famiglia di Guido. Di lui ci sono rimaste due canzoni, composte attorno all'anno 1250. Una di queste porta il titolo di «Oi lassa 'nnamorata», lamento di fanciulla tradita dall'amante. Forse fu senatore di Roma nel 1238 e nel 1241
Distretto core e amoruso

Distretto core e amoruso
gioioso mi fa cantare;
e certo s'io son pensuso,
non è da maravigliare:
c'Amor m'à usato a tal uso
che m'à sì preso la voglia,
che 'l disusare m'è doglia
vostro piacere amoruso.

L'amoroso piacimento
che mi donava allegranza,
vegio che reo parlamento
me n'à divisa speranza.
Ond'io languisco e tormento
per [la] fina disianza,
ca per lunga dimoranza
troppo m'adastia talento.

Lo pensoso adastiamento
degiate, donna, allegrare,
per ira e isplacimento
d'invidïoso parlare,
e dare confortamento
a lu leali amadori,
sì che li rei parladori
n'agiano sconfortamento.

Sconfortamento n'avrano,
poi comandato m'avete
ch'io mostri tal viso vano,
che voi, bella, conoscete;
e co [quello] crederano
ch'io ci agia mia diletanza,
e perderanno credanza
del falso dire che fano.

Fannomi noia e pesanza
di voi, mia vita piagente,
per mantener loro usanza,
la noiosa e falsa gente.
Ed io com'auro in bilanza
vi son leale, sovrana
fiore d'ogni cristiana,
per cui lo cor si 'navanza.
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Oi lassa innamorata

Oi lassa innamorata,
contar vo' la mia vita,
e dire ogni fiata,
come l'amor m'invita,
ch'io son, senza peccata,
d 'assai pene guernita
per uno che amo e voglio,
e non aggio in mia baglia,
siccome avere io soglio;
però pato travaglia.
Ed or mi mena orgoglio,
lo cor mi fende e taglia.
Oi lassa tapinella,
come l'amor m'ha prisa!
Come lo cor m'infella
quello che m'ha conquisa!

La sua persona bella
tolto m'ha gioco e risa,
ed hammi messa in pene
ed in tormento forte:
mai non credo aver bene,
se non m'accorre morte,
e spero, là che vene,
traggami d'esta sorte.
Lassa che mi dicia,
quando m'avìa in celato:
- Di te, o vita mia,
mi tegno più pagato,
che s'io avessi in balìa
lo mondo a signorato.
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