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Nasce « Revestito » a Messina. Una Rivista on line per tutti. Per tutti coloro che non tollerano più demagogia, privilegio, mistificazioni di poteri grossi o piccoli, che hanno messo alle strette l´umanità, la libertà, e soprattutto la dignità. Revestito ha significato ambivalente: non occorre che sia messo a nudo il re ,per evento eccezionale, affinchè la natura delle cose in qualche misura si disveli. La trasparenza dovrebbe essere alla base di ogni consorzio civile e di ogni Stato di diritto che tale pretenda definirsi.
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Letterio Cassata
[ Messina 15/03/1941 , ]

Dai più begli esseri vogliamo un frutto,
che Rosa di beltà non muoia mai,
ma quando al tempo ceda il più maturo,
ne rechi il tenero erede memoria;
ma, sposato ai tuoi fulgidi occhi, nutri
di te la fiamma tu della tua luce,
in penuria volgendo l’abbondanza,
troppo crudo nemico all’io tuo dolce.
Tu che ora sei fresco ornamento al mondo,
allo sfarzoso aprile unico araldo,
nel tuo bocciolo affossi ciò che hai dentro,
tenero tirchio, spilorcio sprecone.
Pietà del mondo! O nella tomba, ingordo,
ingoi e in te quanto è dovuto al mondo.

da Traduzione dei Sonetti di William Shakespeare


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Quaranta inverni profonde trincee
nell’assediata beltà scaveranno:
la superba livrea di giovinezza,
ora tanto ammirata, sarà un cencio.
Chiesto ti fosse dov’è la beltà,
dove il tesoro dei tuoi giorni ardenti,
dire allora ch’è in fondo agli occhi tuoi
onta ingorda sarebbe e inane vanto.
Ben altro vanto avrà beltà, se l’usi.
Rispondere: «Eccolo, il mio bel figliolo:
salderà il conto e scuserà l’età»,
tua dimostrando la beltà di lui.
Nuovo vederti, quando sarai vecchio!
e caldo il sangue, quando sarà freddo!

da Traduzione dei Sonetti di William Shakespeare


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Guarda allo specchio, e di’ a quella faccia
che di formarne un’altra ormai è tempo;
se ora non ne rinnovi il fresco aspetto,
inganni il mondo, defraudi una madre.
Dov’è la bella il cui grembo inarato
sdegni il dissodamento del tuo vomere?
Chi tomba al suo amor di sé vuol essere,
fermando, fatuo, la posterità?
Di tua madre sei specchio, e lei il leggiadro
aprile evoca in te del suo rigoglio;
pur con le rughe, tu quest’aureo tempo
vedrai dalle finestre dell’età.
Ma se vivi per non lasciar ricordo,
muori, e con te la tua Immagine, solo.

da Traduzione dei Sonetti di William Shakespeare


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Prodiga grazia, perché su te stesso
spendi il retaggio della tua beltà?
Non dà Natura in lascito, ma presta,
generosa con chi è generoso.
Perché abusi dunque, bell’avaro,
del ricco dono per dare a te dato?
E perché usi, sterile usuraio,
tal capitale senz’averne il frutto?
Con te stesso soltanto trafficando,
dell’io tuo dolce defraudi te stesso.
Quando a partire ti chiama Natura,
qual bilancio accettabile tu lasci?
Con te sepolta è beltà, se non l’usi;
vive, ed esegue il lascito, se l’usi.

da Traduzione dei Sonetti di William Shakespeare


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Quelle ore che gentili hanno il sembiante
plasmato amabile ove ogni occhio indugia,
gli si faranno tiranne, ogni grazia
togliendo a chi per grazia eccelle: il Tempo
inarrestabile spinge l’estate
giù nell’orrido inverno, e la sommerge;
ghiaccia è la linfa, e vive foglie cadono:
sulla beltà neve e squallore ovunque.
Se non restasse l’essenza d’estate,
liquida prigioniera in vitrei muri,
con la beltà sparirebbe ogni effetto:
non ci sarebbe né lei né il ricordo.
Toglie inverno parvenza ai distillati
fiori; ma dolce ne vive l’essenza.

da Traduzione dei Sonetti di William Shakespeare


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Non storpi l’aspra mano dell’inverno
in te l’estate, distìllati prima:
fa’ dolce un vetro, prima che s’uccida
la tua beltà, ingioiellane un luogo.
Non è profitto illecito, se allieta
colui che volentieri paga il prestito;
per te sarebbe un altro te creare;
tanto meglio se l’uno desse dieci:
dieci volte saresti più felice
se fossi riprodotto dieci volte;
che potrebbe la morte, se partendo
te lasciassi nei posteri vivente?
Non esser chiuso in te: bello tu sei
troppo per far da morto eredi i vermi.

da Traduzione dei Sonetti di William Shakespeare


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