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Rimestanze


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Papalia CaterinaPapalia Caterina
[ S. Cristina d'Aspromonte (RC) , ]





MOVIMENTO DI ESSERI
Siamo sassi sparsi per le strade
e sono una pietra grigia
scarna
essenziale.
Trasportati da oscuri agenti
ci ritroviamo spesso
presso dolorosi precipizi.
Ed io sono grigia, così essenziale.
Abbiamo spesso le menti inaridite,
prosciugate anche dal sole,
come certi grandi massi privi di ombra.
Ma abbiamo bisogno d'acqua
per lenire bruciori

e ci spingiamo a tentoni
verso ruscelli indifferenti.
Io, poi, sento solchi profondi.
Siamo una ben strana specie di sassi,
con vita precipitosa
e sempre fermi

ai cigli delle stesse strade.



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Pascoli GiovanniPascoli Giovanni
[ S.Mauro di Romagna (Forlì) 31/12/1855 , Bologna 06/04/1912 ]





Il bordone

Si tagliò da una siepe - era un mattino
triste ma dolce - il suo bordone, e, volta
la fronte, mosse per il suo cammino.

Sì: mosse. E quella era la siepe folta
d'un camposanto, ed era il camposanto,
quello, dove sua madre era sepolta.

D'allora ha errato. Seco avea soltanto
il suo bordone. E qua tese la mano,
e qua la porse. E ha gioito e pianto.

E vide il fiume, il mare, il monte, il piano:
tutto: e a tutto era più presso il cuore
di quanto il piede n'era più lontano.

Disperò sui tramonti, e su le aurore
sperò; sì che la via sempre riprese.
Vuoto era il frutto, ma soave il fiore.

Sopra la soglia d'infinite chiese
pregò. Vide infiniti uomini: alcuno,
Raca! gli disse, ed altri, Ave gli rese:

scòrsero i più, come su lago bruno
ombra di nube nera presso nera
ombra di nube. E fu tutto e nessuno.

Sì ch'ora è stanco. Ed è, ora, una sera
triste ma dolce. E sta, come una volta,
presso una siepe. E questa è ancor com'era.

Ché fermo è là, presso la siepe folta
d'un camposanto; e questo camposanto
è quello dove è sua madre sepolta.

Egli è quel ch'era, ma il suo corpo è franto
dall'error lungo; e nel suo cuore è vano
ciò che gioì, ma piange ciò che ha pianto.

E sta, vecchio e canuto, con la mano
sul bordone d'allora. Ed ecco, vede
che da quel giorno radicò pian piano,

il suo bordone, e che visse, e che diede
già fiori e foglie: sotto le sue dita
germinò, radicò sotto il suo piede.

E gli resta una foglia inaridita
che trema. E il vento soffia. E il pellegrino,
curvo sopra la immobile sua vita,

par che muova ora, per il suo cammino




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Pater Walter HoratioPater Walter Horatio
[ Shadwell [London] 04/08/1839 , Oxford 30/07/1894 ]





Tutte le arti aspirano costantemente alla condizione della musica.


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Piccolo Lucio Piccolo  Lucio
[ Palermo 27/10/1901 , Capo d'Orlando (Messina) 26/05/1969 ]





Non fu come credevi per lo scatto

Non fu come credevi per lo scatto
del giorno innanzi che aveva turbato
la pianta gracile troppo sensitiva.
Per altro fu il singhiozzo subito:
forse l’eco risorta d’una storia dolente;
ma certo in me s’apriva
tremenda ed umile
la voce che da sempre dura
e che ci lega, ognuno
di noi, al dolore d’ognuno anche ignorato.
Poi viene calma, il riposo
al tuo riparo. Su la rena
onda dopo onda la marina lontana
forse suona una notte
in cui riemergono dalle profondità
sull’errante pianura
le luci fuggitive dei tesori
che i navigli salpati alle speranze
dell’Isole Felici
dispersero sull’acque.


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Pirri Cosimo Pirri  Cosimo
[ Gala (ME) , ]





Il tempo ha ruote di treno
a stridere anni.
Scintille all'impatto
e secca la stagione
crepita al tramonto
dove muore il canto del fiume.
Le ali migranti
nelle crepe delle pagine
— voli laceri ingialliti
nella sosta senza nodi —
aride gabbie di segni
oscuri negli occhi senza eventi.
— La speranza si sperde
con l'eco del vespero
come rosa scolora al crepuscolo.
Immagini colte nel sole
fragili si spezzano
nel cavo delle mani
gemono tra le dita
querule memorie.


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Platone Platone
[ Atene -427 , ATENE -347 ]





Chi è capace di vedere l’intero è filosofo, chi no, no.



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