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Rimestanze


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___________________________________________________________________

di Ricco Mazzeo
[ Messina 1235 , ]





Sei anni ho travagliato

Sei anni ò travagliato
in voi, madonna, amare,
e fede v'ò portato
più assai che divisare,
nè dire vi por[r]ia;
ben ò caro ac[c]at[t]ato
lo vostro inamorare,
che m'à così ingan[n]ato
con suo dolze parlare,
chi già no 'l mi credia.
Ben mi menò follia
di fantin veramenti,
che crede fermamenti
pigliar lo sole ne l'agua splendienti,
e stringere si crede lo splendore
de la candela ardenti,
ond'ello inmantenenti
si parte e piange sentendo l'ardore.

S'eo tardi mi so adato
de lo meo follegiare,
tegnomene beato,
per ch'io sono a lasciare
lo mal che mi stringìa;
chè l'omo ch'è malato,
poi che torna in sanare,
lo male c'à passato
e lo gran travagliare
tut[t]o met[t]e in obria.
Oi lasso, ch'io credia,
donna, perfettamenti
che vostri affetamenti
pas[s]assero giacinti stralucenti!
Or vegio ben che l[o] vostro colore
di vetro è fermamenti,
chè sanno sagiamenti
li mastri contrafare lo lavore.

Speranza m'à 'ngan[n]ato
e fatto tanto er[r]are,
com'omo c'à giucato
e crede guadagnare
e perde ciò c'avia.
Or vegio ch'è provato
zo c'audo contare,
c'assai à guadagnato
chi si sa scompagnare
da mala compagnia.
A meve adivenia,
como avene soventi
chi 'mpronta buonamenti
lo suo a mal debitore e scanoscenti:
in per ciò c'al malvagio pagatore
vac[c]i omo spessamenti
e non pò aver neienti,
ond'a la fine ne fa richiamore.


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Dickinson Emily ElizabethDickinson  Emily Elizabeth
[ Amherst (Massachusetts) 1830 , 1886 ]





Se io potrò impedire ad un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano -
Se allevierò il dolore di una vita o allevierò una pena -
O aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
Non avrò vissuto invano.


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Donne JohnDonne John
[ Londra 1572 , Londra 31/03/1631 ]





La ragione che spinge le donne ad amare gli uomini che meno lo meritano è per trovare una scusa alla loro incostanza e cambiare spesso. [da: Perché l’oro non sporca le dita? Problema XVIII ]


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D’Arrigo Stefano D’Arrigo Stefano
[ Alì Marina (ME) 15/10/1919 , Roma 02/05/1992 ]





AVEVI ALITO, UN CORPO

Ora come sirene e pesciluna
incurvano molli il mare Peloro.

Avevi alito, un corpo, eri un aliseo
fulvo nei sonni, negli estivi golfi
delle donne dove un fuoco greco arde.
Tu eri senz'anima, senza usura tu,
sempre in essere luce trafelata
nel corno che eclisse e luna soffiava,
quando al sommo del cielo un luminoso
uccello flesse l'aria ai girasoli,
tolse alone e una siciliana chioma.


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Eraclito Eraclito
[ Efeso -535 , Efeso -475 ]





Ciò che è opposizione si concilia e dalle cose differenti nasce l’armonia più bella, e tutto si genera per via di contrasto. [Frammento 8 ]


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Federico II Federico II
[ Jesi 26/12/1194 , Castel Fiorentino 13/12/1250 ]





De la mia disïanza

De la mia disïanza
c'ò penato ad avire,
mi fa sbaldire - poi ch'i' n'ò ragione,
chè m'à data fermanza
com'io possa compire
[ lu meu placire ] - senza ogne cagione,
a la stagione - ch'io l'averò ['n] possanza.
Senza fallanza - voglio la persone,
per cui cagione - faccio mo' membranza.

A tut[t]ora membrando
de lo dolze diletto
ched io aspetto, - sonne alegro e gaudente.
Vaio tanto tardando,
chè paura mi metto
ed ò sospetto - de la mala gente,
che per neiente - vanno disturbando
e rampognando - chi ama lealmente;
ond'io sovente - vado sospirando.

Sospiro e sto '[n] rancura;
ch'io son sì disioso
e pauroso - mi face penare.
Ma tanto m'asicura
lo suo viso amoroso,
e lo gioioso - riso e lo sguardare
e lo parlare - di quella criatura,
che per paura - mi face penare
e dimorare: - tant'è fine e pura.

Tanto è sagia e cortise,
no creco che pensasse,
nè distornasse - di ciò che m'à impromiso.
Da la ria gente aprise
da lor non si stornasse,
che mi tornasse - a danno chi gli ò offiso,
e ben mi à miso - [ . . . -ise]
[ . . . -ise] - in foco, ciò m'è aviso,
che lo bel viso - lo cor m'adivise.

Diviso m'à lo core
e lo corpo à 'n balìa;
tienmi e mi lia - forte incatenato.
La fiore d'ogne fiore
prego per cortesia,
che più non sia - lo suo detto fallato,
nè disturbato - per inizadore,
nè suo valore - non sia menovato,
nè rabassato - per altro amadore.



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