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Rimestanze


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Giovanni Alfredo Cesareo Cesareo  Giovanni Alfredo
[ Messina 24/01/1860 , Palermo 07/05/1937 ]

Campane a sera

arcana
campana
lontana,

che in questo silenzio dei campi t’effondi
con dondi gementi, soavi, profondi,
e i sensi d’ignara mestizia confondi;

arcana
campana
lontana,

qual onda di sogni, d’amari rimpianti,
tu al cuore mi mandi, ma incerti, ma erranti,
ma solo all’umana tua voce balzanti!

arcana
campana
lontana,

è l’ora che l’ombre si fanno maggiori
e affiocano i trilli dei grilli sonori;
è l’ora che han tregua nel sonno i dolori.

arcana
campana
lontana,

divina è la pace che piove da’ cieli:
s’inclinano i fiori sugli umili steli,
e orano in coro le rame fedeli.

arcana
campana
lontana,

ma erede d’oscuri misfatti che sento
nel petto echeggiarmi con lungo lamento,
io solo, se t’odo, più cupo divento,

vana campana che muori nel vento.
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Parte il treno

Ritmo veloce e martellante:
Scatta un comando:
un fischio di rimando
querulo, acuto, lungo, fora l’aria,
e il treno si divincola
su le rotaie sussultando e ansando.
Diétro
quàlche
vétro
quàlche
vìso
biànco
quàlche
rìso
stànco
quàlche
gèsto
lèsto;
i vagoni
si succedono
e i furgoni
sul binario
trabalzanti
strepitanti
varcan varcano;
e il treno con palpito eguale, guadagna
fiammando nel buio, l’aperta campagna.
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