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Rimestanze


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Salvatore ArcidiaconoArcidiacono Salvatore
[ Messina 1923 , ]

ANCHE OGGI

Qui, dalla mia torretta
mirando le alte antenne
di Scilla e di Cariddi
le formiche dello Stretto
il reale e l'irreale,
odo il vagito del mattino
scorgo la trama delle ombre
dileguarsi soffusa al raggio d'Helios.

E mentre mulina la mente
- anche oggi correranno offese
si imperleranno fronti
invano piaghe attenderanno il cauterio –

sento vicina la mia fosca amante
unica che non mi ignora
unica a salutarmi.

da Solino Blu


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RITORNO

E son tornato quassù
sotto il carrubo gigante
e il fico nano
dove un tempo mossero le ali
i miei verdi anni.
Tutto minuto ma intatto
io mi vedo fanciullo vecchio:

ma ancora si contorce
una coda recisa di lucertola.

da Solino Blu


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NOTTURNO

È qui stanotte
di fronte a questo mare
che esonda la pace dal cuore.
L'anima si placa
come le acque dopo la tempesta
e dimentica il travaglio.
Cos'è stanotte il mio pensiero?
Un'alga, un frangente, uno scoglio?
E io, io stesso cosa sono
di fronte a questo mare?
Sono piccolo e banale
come il mondo in cui abito straniero?
Qualunque cosa possa essere
- onda che fluttua, luce o buio,
linfa di primavera, ala spezzata -
qui la mia coscienza
erige una barriera
e solo da queste acque terse
quale mistero
affiora la mia immagine.

da Solino Blu


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LA METAMORFOSI

Dai miei anni di pietra
dalle vampe del mio geenna
nimbo il mio occhio di linee.
Una notte due ali mi si accostarono:
- siamo tue, dissero.
Mi librai sull'azzurro
con il cuore che vorticava
sorvolai il mare a pelo d'acqua
mi intesi con delfini e gabbiani.
La curva della mia vita
celebrò la sua metamorfosi.
A brandelli cadeva la massa
della mia materia
mentre il mio spirito brillava
qual diamante.
In uno strappo sentii
la terra una piovra
il mare un'arca.
Fu lì la mia origine
il brivido del mistero
mi attraversò come una freccia
la massa delle acque
mi portò l'eco di remoti ricordi.
Nel mare giaceva il mio segreto
nel mare il mio mistero inviolato.
Avanti a me:
Profondità
Eternità
Dio.

da Solino Blu


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FERCOLO DI VINTO

La tenebra che recise
speranze e sogni
che ieri mi illuse
e oggi mi svelle,
è questa nera calanca
crogiolo di cecaggine e menzogne
che troppo presto mi apprestò
un fercolo di vinto.

da Solino Blu


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SE ADUSTE RADICI

Oh non ti inganni
il rigoglio del frutice
né la parvenza del gheriglio
se aduste son le radici
e si accartocciano
in una calanca di rancure!

da Solino Blu


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