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Nasce « Revestito » a Messina. Una Rivista on line per tutti. Per tutti coloro che non tollerano più demagogia, privilegio, mistificazioni di poteri grossi o piccoli, che hanno messo alle strette l´umanità, la libertà, e soprattutto la dignità. Revestito ha significato ambivalente: non occorre che sia messo a nudo il re ,per evento eccezionale, affinchè la natura delle cose in qualche misura si disveli. La trasparenza dovrebbe essere alla base di ogni consorzio civile e di ogni Stato di diritto che tale pretenda definirsi.
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Bartolo CattafiCattafi Bartolo
[ Barcellona Pozzo di Gotto (ME) 06/07/1922 , Milano 13/03/1979 ]

L'AGAVE

Abbandona la sabbia siciliana, la musica e il miele
degli Arabi e dei Greci,
rompi i dolci legami, questo torpido
latte delle radiche,
discendi in mare regina sonnolenta
verde bestia con braccia di dolore
come chi è pronto al varco; nelle grandi
città, nelle nevi, nel bosco, nel deserto
carovane camminano in eterno;
viaggia assieme all’anima
fredda dei gabbiani
assieme al cuore fecondo al pesce pregno
che arricchisce la rete più lontana
alla mano lentissima di Dio
venuta in volo da un nido di nebbia.

da Nel centro della mano


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MIO AMORE NON CREDERE

Mio amore non credere che oggi
il pianeta percorra un’altra orbita,
è lo stesso viaggio tra le vecchie
stazioni scolorite;
vi è sempre un passero sfrullante
nelle aiuole
un pensiero tenace nella mente.
Il tempo gira sul quadrante, giunge
un segno di nebbia sopra il pino
il mondo pende dalla parte del freddo.
Qui le briciole a terra, la brace del camino,
le ali,
le mani basse e intente.

da Nel centro della mano


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IL TRENO PER PARIGI

Fatto d’acciaio di luce d’antracite
lanciato tra le biade,
la Francia all’alba era
una quercia ornata di colombe.
Nave allegra e severa, entrai
nel velluto dei re, in un cielo
di cupo azzurro e d’altissime vele
vidi scoccare l’astro
della tua rugiada.

da Nel centro della mano


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ZONA ARABA

Dolci, biondi, leggeri
i fumi del vino d’Algeria,
voi vedete che rosa nel tramonto
i lumi già sospesi nella sera;
non vengono le tristi
tribù, aspre, adunche, assetate,
a fare polvere e fuoco sulla scena.
Col calore di oggi, di domani
presto maturano figli, frutti, larve
di mosche all’ombra
di cose calcinate,
sciame inquieto in quartieri
d’indigeni, d’insetti.
Ignoriamo il funesto
sentiero che ci assedia
pieno di piedi scalzi, di bisbigli;
non vediamo i vermigli
pensieri sulla fronte del cane,
l’altalena paziente
nel petto della iena.

da Partenza da Greenwich


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CAPOSALDO

Per ora Dio prepara
mari e navi nei porti
bandiere che rallegrano la mente.
I secchi, i rossi e falsi
fiori della febbre
avvincono cuore e guancia come
arcane piume d’uccello
issato sulla scapola scura di chi parte
dai Tropici.
Di qua, covo amaro
di radiche, corroso
caposaldo di tenebre e di calce
quale astro seguire quale
arida rotta?
Per ora un cormorano
pesca: s’aprono forme
vivide, squame splendide, ali
in un angolo di fiordo.
Un’alta nave insieme con l’avversa
polverosa bandiera è apparsa,
aspetta.
Alza un lume fosforico a tribordo.

da Le mosche del meriggio


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TIMONIERE

Quindi andai da lui e gli dissi
Ti prego accosta a dritta
è quello l’arcipelago del cuore.
Mi guardò e sorrise,
mi diede un colpo sulla spalla,
invertì come un fulmine la rotta
e fuggimmo agli antipodi dell’isole
mettendo nelle vele molto vento.
Aveva al timone mani salde,
occhi acuti per tutto,
isole, scogli, cuori.
Comunque ero caduto in tentazione.
Era questo lo scopo delle isole.

da L’osso, l’anima


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