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Nasce « Revestito » a Messina. Una Rivista on line per tutti. Per tutti coloro che non tollerano più demagogia, privilegio, mistificazioni di poteri grossi o piccoli, che hanno messo alle strette l´umanità, la libertà, e soprattutto la dignità. Revestito ha significato ambivalente: non occorre che sia messo a nudo il re ,per evento eccezionale, affinchè la natura delle cose in qualche misura si disveli. La trasparenza dovrebbe essere alla base di ogni consorzio civile e di ogni Stato di diritto che tale pretenda definirsi.
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Arcidiacono SalvatoreArcidiacono Salvatore
[ Messina 1923 , ]





L'ONDEGGIANTE TOMBA

E qui davanti a questo mare,
mentre leggera brezza
ristora il cuore,
intendo la grandezza del creato.
Non altro tramite
ritrovo all'Infinito.
Sì: il mare sterminato
è l'ondeggiante tomba
che mi adduce mugghiante all'Assoluto.


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Bacon FrancisBacon Francis
[ Londra 22/01/1561 , Londra 09/04/1626 ]





Dio non voglia che l’uomo spacci un sogno della sua immaginazione per una realtà del mondo.


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Balotta Nino PinoBalotta Nino Pino
[ Barcellona Pozzo di Gotto (ME) 17/09/1909 , Barcellona Pozzo di Gotto (ME) 26/07/1987 ]





E' u jornu di morti.
Pirchì chiamarli morti ?
Scùppati nto silenziu
Tutti c'un sulu nomu,
Sàutunu all'incontru, rassimìgghi cari,
Ogni vota chi tu i pensi;
Caminàru avanti a nui
Dda, unni non si po' cchiù iri avanti,
Ci annamu appressu ranti ranti
Cu nostru càrricu murtali.
Š


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Bavastrelli Edoardo Bavastrelli  Edoardo
[ Barcellona Pozzo di Gotto (ME) 1951 , ]





Partita a novembre

Il rettangolo, uno specchio
di cristallo rilucente
riflette nebbia,
trepidazioni, ansie,
errori e gioie.
E lo “sport”,
eterno sfogo domenicale,
si perpetua
su quel rettangolo
di periferia.


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Bisazza Felice Bisazza  Felice
[ Messina 29/01/1809 , Messina 30/08/1867 ]





TONNO

Rompe il raggio di tremula aurora
E inargenta la queta marina,
Ed il verde dei monti colora
Di ch'è cinta la curva Messina,
E all'orezzo, che viene dal monte,
Un pittore solleva la fronte.

Quei che in negro mantello è serrato
Che ben largo cappello ha sul viso,
Ed è come quell'alba ispirato,
Chi è colui che al verone ravviso,
Là ve' sorge il guelfonio castello,
Ch'or di scalzi cremiti è l'ostello?

Un pensier lo rapisce-lo muove
La nuov'alba a novello lavoro ?
Nuovo raggio del ciclo in lui piove?
Oh chi è questi ? non è Polidoro?
Polidoro diletto alle genti,
Polidoro diletto ai potenti.

All' olezzo che spira dal monte
Caro come la vergin natura,
Ei levò l'ispirata sua fronte,
Come sole da nungola oscura -
Vago un estro con facili piume
Dell'aurora lo segue col lume.

Ei rimira le calabre rupi,
Che già imporpora il sole nascente,
E indorarsi i Nettunj dirupi
Nell'aurora ch'è fatta lucente,
E i laghetti del vago Peloro,
Che di fiamma lampeggiano e d'oro.

Di Cariddi e di Scilla crudele
Le ruine par dormano in pace,
E biancheggian da lungi le vele
Sopra un mar di navigli vorace ;
E si breve allo sguardo gli pare,
Che laguna il direbbe non mare.

Polidoro è rapito - il pennello
Colorir già vorrebbe quell'onda,
Già ritrarre il turrito castello,
E non lunge il terren che s'infronda...
Ma qual petto si unisce al suo petto?
Nol vedete? è il suo Tonno diletto .

Tonno oh ispirati, allor che la stella
Del mattino sul colle s'imbianca,
O alla luna , che un'alba è pur quella
Nel suo lume purissima e bianca,
O nell' aura che vergine spira
Quando il sole il creato inzaffira.

Ma ben altro, adorato Maestro,
Ispirava il tuo santo pennello,
Quando acceso con lagrime l'estro,
Ritraevi il santissimo Agnello
Fra un conserto di lance sul monte
Perdonando piegar la sua fronte.

Non il mar che dislagasi ai guardi,
Non i verdi di selva recinti,
Ma le spine la croce ed i dardi,
Ma la tromba che sveglia gli estinti,
Ma il vangel della vita di Dio,
Svegliar l'estro mestissimo e pio.

Polidoro è rapito- qual velo
È disceso sull' alta sembianza ?
Dalla terra sollevasi al cielo,
Dalla vita all'eterna speranza.
Tonno intanto in sé stesso raccolto,
A ben altro il pensiero ha rivolto.

Oh qual tetto fumoso e annerito,
Che una lampada accende d'intorno !
Perchè in quello uno stuolo s'è unito,
Che ha pensieri nemici del giorno,
Cupi infausti siccome gli uccelli,
Cui son nido le torri e gli avelli.

Perché avvolto nel grigio mantello
Sta con tre quel discepol diletto,
Che su al monte vicino al castello,
Il Maestro si chiuse nel petto?
Che pietoso volgendogli il ciglio
Il chiamava col nome di figlio ?

Ha fra mani una tazza esecrata,
Che riempie d'insano licore,
Del Maestro la morte ha giurata,
Ha gittato il rimorso dal core.
Tonno il disse, fia mio quell' argento,
E il maestro fra breve sia spento!

L' ha giuralo - e in quel tacito luoco,
Tra le fiamme di demoni ardenti,
Su di un cerchio di sangue e di fuoco,
De la lampa ai chiarori morenti,
L'ombra nera di Giuda fu vista
Vagolar malinconica e trista.

E col Giuda novello posarsi,
E nel nappo rimescergli sangue,
E sul cor di quell'empio gittarsi
Agghiacciandol col soffio dell'angue.
L' ha giurato quel crudo e da quella
Già s'invola tristissima cella.

Lento e muto siccome il delitto
Ei s'invia ne le splendide sale,
Ove in breve quell' uom fia trafitto,
Che diè ali' alma pittura nuov' ale ;
Un fiammante doppierò risplende,
Mentre un sogno felice il comprende.

Sogna ei forse di Carlo i trofei,
E gli arazzi e i begli archi, e i festoni,
Cui non vider simili gli Achei.
Nella fin de le forti tenzoni?
O pur vola in un sogno sublime,
Dell'eterna sua Roma alle cime ?

Il crudele quei sogni ha troncato ;
Vile ferro passò quella gola,
Che di fasce più vili ha serrato,
Pur togliendo l'estrema parola,
Che se uscita ella fosse, in un suono
Avria detto all'iniquo perdono.

Se di Tonno il rio nome ascoltate ,
Maledite, fanciulli, a quel nome :
E voi madri, quel nome imparate,
Per terror scompigliando le chiome;
E narrate siccome quel tristo
Penzolante da un laccio fu visto.


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Bousquet JoeBousquet Joe
[ Narbonne 19/03/1897 , Carcassonne 29/09/1950 ]





Ci sono pensieri che pensiamo e pensieri che ci pensano. [Da: Tradotto dal silenzio ]



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