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26/1/1943


Messina prima incursione diurna. Alle ore 17,33 una formazione di 12 quadrimotori americani Consolidated Liberator B-24 proveniente da nord-est sgancia un centinaio di bombe dirompenti di piccolo e medio calibro lungo la direttrice del porto e degli scali ferroviari da una quota di ottomila metri. Le bombe finiscono nel tratto di mare compreso fra la Cittadella e il villaggio Contesse. L'attacco è il preavviso di un autentico calvario. Alle 18,05 le sirene suonano il cessato allarme.

27/1/1943


Messina La R.A.F. di Malta riapre le ostilità dopo un lungo silenzio. Squadriglie di quadrimotori Wellington bombardano la città a ondate successive dalle 2,34 alle 3,59. Le bombe, anche questa volta, finiscono quasi tutte in mare, tranne alcune che esplodono dentro il cimitero e in aperta campagna. Non si registrano danni né vittime. La contraerea abbatte due velivoli.Il bollettino n. 997 dello stesso giorno comunica: « Nel pomeriggio di ieri e questa notte quadrimotori nemici hanno tentato incursioni su Messina. La difesa contraerea ha impedito agli attaccanti di agire sull'abitato, costringendoli a sganciare il carico di bombe in mare e in località viciniori. Due dei velivoli, raggiunti dal tiro delle artiglierie, precipitavano, uno a levante di S. Raìneri e l'altro a ponente di Pellaro ».

30/1/1943


Messina ore 3,20 i quadrimotori inglesi tornano all'attacco. Numerose bombe esplodono nei pressi della stazione marittima, sui binari della centrale, nello specchio di mare antistante la Lanterna. Il serbatoio di nafta per le navi traghetto è incendiato. Le fiamme si alzano nel cielo illuminato a giorno da centinaia di bengala lanciati dagli aerei civetta. La fotoelettrica di Gesso è colpita. L'incursione ha termine alle 5,56.Alle 12,20, undici Liberator in due formazioni, una di 5 aerei proveniente da Locri in provincia di Reggio Calabria con rotta nord-est e la seconda di 6 aerei provenienti da Ali, in provincia di Messina, con rotta prima nord-est poi sud-ovest investono la città. L'allarme è suonato 9 minuti prima, alle 12,11. Le bombe della prima formazione colpiscono numerose abitazioni a Valle degli Angeli, in via Catania, via Piemonte, via Porta Imperiale, piazza del Popolo, via Nino Bixo, quelle della seconda prendono d'infilata il centro urbano da villa Mazzini fino all'Università coinvolgendo via Romagnosi, via Cavour, via S. Camillo, via Consolato del Mare, via Cesare Battisti Sono colpiti oltre a numerose case, il palazzo municipale, la Filarmonica Laudamo, la facoltà di Chimica dell'Ateneo. L'allarme ha termine alle 12,42. Il dramma si è concluso in 31 minuti. I morti sono 46 ed i feriti accertati 105. Nel pomeriggio alle 17,15 l'offensiva delle fortezze volanti riprende. Cinque velivoli provenienti da nord-est sganciano sull'abitato e si allontano con lenta accostata a sud-est in direzione di Bova Marina in provincia di Reggio Calabria. Risultano seriamente colpiti: la stazione marittima dove si sviluppano numerosi incendi, le invasature delle navi traghetto, via S. Cecilia, via Maddalena, via Dei Mille, l'albergo Venezia. Altri 5 morti e numerosi feriti.Il bollettino n. 980 del 30 gennaio comunica: « Nel cielo di Messina la caccia italiana intercettava ieri un apparecchio incursore che si schiantava in mare presso S. Margherita. Un altro velivolo veniva distrutto dal tiro della difesa. Nelle prime ore di stamane bombardieri nemici hanno nuovamente volato su Messina lanciando numerose bombe: danni notevoli. L'artiglieria contraerea ha abbattuto due velivoli nemici, uno precipitato in mare presso Mili in contrada Milese, l'altro nel porto a levante della Cittadella »

31/1/1943


Il bollettino n. 982 del 1. febbraio comunica: « Quadrimotori americani si sono ieri portati tre volte sul cielo di Messina sganciando numerose bombe e causando danni ingenti a molti fabbricati: il numero delle vittime è in via di accertamento. Ad opera della difesa contraerea di Reggio Calabria e Messina tre Liberator venivano abbattuti »

3/2/1943


Messina alle ore 16,23, Diciotto Fortezze Volanti tornano. Bombe dirompenti e incendiarie da 500 e 1000 libre, molte delle quali a scoppio ritardato, piovono sul centrò abitato. Colpiti ancora la zona del porto, via Maddalena, via Ugo Bassi, piazza Cairoli, via La Farina e alcuni quartieri periferici. I danni sono ingenti. Il bollettino n. 985 del 4 febbraio comunica: «Attacchi aerei sono stati portati su località dei dintorni di Ragusa, Nicastro, e nella provincia di Messina e Reggio Calabria: nessuna vittima, danni di scarso rilievo ».

8/2/1943


Messina alle ore 11,30 Due formazioni di Liberator, una (9 aerei) proveniente da nord e l'altra (6 aerei) proveniente da sud. Gli uffici hanno limitato l'orario dalle 8,30 alle 11,30. L'incursione coglie molti di sorpresa nel momento in cui si apprestano a lasciare la città per le campagne o per i ricoveri. Le due squadriglie si incrociano e sganciano contemporaneamente colpendo una vasta zona del centro compresa fra il Tempio di Cristo Re e il Distretto Militare. Le ambulanze della Croce Rossa e dei vigili del Fuoco estraggono dalle macerie 16 morti e 25 feriti. Il bollettino n. 990 del 9 febbraio 1943 comunica: « Messina nella mattinata e Palermo nella tarda serata sono state ieri bombardate da aeroplani nemici: perdite e danni in corso di accertamento ».

11/2/1943


Il Generale Eisenhower assume il comando delle truppe americane in Europa, durante la Seconda Guerra Mondiale. I suoi meriti militari gli varranno 10 anni dopo la nomina a presidente degli Stati Uniti.

23/2/1943


Messina pesante attacco dei quadrimotori americani. Una fomazione compatta di 25 velivoli sgancia sulla città alle 16,49. Molte bombe cadono nella rada Paradiso, sugli scali ferroviari della stazione centrale, in via Dogali, via Ugo Bassi, sul collegio dei Padri Gesuiti a piazza Cairoli. Ancora 8 morti e 32 feriti accertati. Il bollettino n. 1005 del 24 febbraio comunica: « Quadrimotori americani lanciavano ieri su Messina molte bombe cagionando 8 morti e 32 feriti ».

3/3/1943


Sette Fortezze Volanti attaccano la Messina. L'incursione ha inizio alle 17 e si conclude in pochi minuti. Numerose bombe esplodono nel centro storico e nella immediata periferia della città. Dalle macerie delle case colpite i Vigili del Fuoco estraggono alcuni feriti. Il bollettino n. 1013 del 4 marzo 1943 comunica: «Nel pomeriggio di ieri quadrimotori nemici lanciavano bombe su Messina; alcuni feriti».

4/3/1943


15esima edizione degli Oscar per il cinema. Miglior attore protagonista è James Cagney. Premio a Irving Berlin per la miglior canzone originale: “White Christmas”.

23/3/1943


Messina subisce il più duro attacco di quadrimotori dall'inizio dell'offensiva di gennaio. Trenta Liberator, dalle 12,15 e per tre ore consecutive, sganciano sull' abitato che viene sommerso da un vero tappeto di bombe di medio e grosso calibro. Sono colpiti le caserme del 5° Reggimento Fanteria e del 24° Reggimento Artiglieria, il palazzo della Prefettura, il viale Garibaldi dal torrente Boccetta a piazza Cairoli, il viale S. Martino da nord a sud fino al ponte Americano, la via Cavour, la caserma dei Carabinieri, le invasature delle navi traghetto, piazza della Stazione. Si registrano 12 morti e 39 feriti. Il bollettino n. 1033 del 24 marzo 1943 comunica: « Su Messina una formazione di trenta bombardieri americani ha lanciato numerose bombe e spezzoni; accertati finora dieci morti e trentadue feriti fra la popolazione, gravi i danni a edifici pubblici ed a fabbricati privati ».

24/3/1943


Messina dalle ore 14 alle 17, cinquanta Liberator Boeing 24 sottopongono la città ad un nuovo massiccio bombardamento. Alcune ore dopo, alle 21,55,squadriglie di quadrimotori inglesi Stirling rinforzati dagli Halifax del Middle East Air Command (specializzato nelle incursioni sui porti) seminano bombe e spezzoni incendiari. L'incursione ha termine poco dopo la mezzanotte. Colpiti numerosi edifici in via Industriale, via La Farina, via Nicola Fabrizi, via Natoli, via Ugo Bassi. Due morti e sei feriti tra la popolazione. Il bollettino n. 1034 del 25 marzo 1943 comunica: « Incursioni aeree su Messina e Catania danneggiavano alcuni edifici civili e causavano undici morti e tredici feriti tra la popolazione ».

28/3/1943


Muore in California il compositore russo Sergei Rachmaninoff.

28/3/1943


Messina i Liberator ripetono l'attacco contro le batterie contra eree di Petrazza, Charino, S. Licandro, Cappuccini, S. Giovannello, Pistunina, Maregrosso, Zafferia. Le bombe cadono sulle case dei contadini e degli sfollati, in aperta campagna e sul centro urbano. All'azione partecipano 31 Fortezze Volanti che bombardano dalle 13,30 alle 14,15.Il bollettino n. 1069 del 29 aprile 1943 comunica: « Azioni di bombardieri avversari causavano ieri perdite e danni a Napoli, Messina, Siracusa e Lampedusa. Due aerei precipitavano a Messina a seguito di duelli con i nostri cacciatori ».

1/4/1943


Formazioni di quadrimotori inglesi attaccano Messina a ondate successive dalle 23,25 alle 2,15 del mattino del 2 aprile. Molte bombe esplodono nella zona di S. Raineri e nei dintorni della stazione centrale, altre sul viale Garibaldi e sulla passeggiata a mare. Numerosi i feriti. Il bollettino n. 1042 del 2 aprile 1943 comunica: «Velivoli avversari lanciavano questa notte bombe di piccolo calibro su Messina e Villa S. Giovanni, causando alcuni feriti».

6/4/1943


Gli attacchi strategici dell'aviazione alleata per distruggere progressivamente e dissestare il sistema militare ed economico della città e minare nel contempo il morale della popolazione per ridurre al minimo se non addirittura annientare la capacità di resistenza, sono andati a buon fine. Messina è paralizzata. Manca la luce, il gas, l'acqua sgorga soltanto dalle fontanelle pubbliche, non si leggono più giornali e non si ascolta la radio.La città è tagliata fuori dal resto del mondo. Oltre sessantamila persone vivono alla meglio nei villaggi, altrettante sono accampate dentro i ricoveri (S. Marta, Cappuccini, Ritiro, Arcipeschieri, Caserma « Sabato ») e agli imbocchi della galleria ferroviaria di Camaro. La distribuzione dei generi alimentari avviene saltuariamente. La gente si arrangia come può improvvisando cucine a legna o a carbonella negli spiazzi antistanti i rifugi antiaerei alcuni dei quali sono insicuri. I servizi tram-viari non funzionano più. Le incursioni hanno creato i maggiori disagi nella popolazione il cui avvilimento morale è indescrivibile. Ad aggravare la situazione di Messina vi è poi il fatto che le bombe non hanno alterato la fisionomia urbanistica della città che continua ad apparire intatta agli occhi dei ricognitori: le case colpite restano in piedi anche se svuotate dentro, i piloti americani definiscono Messina « città fantasma ». Alle ore 16,51 una grandinata di bombe lanciata da due squadriglie di Liberator cade sulla passeggiata a mare, su via Garibaldi, piazza Municipio e piazza Cairoli, sulla stazione marittima e ferroviaria, sul viale S. Martino. Colpiti il Palazzo Littorio e la chiesa di Pompei. Il bollettino n. 1047 del 7 aprile 1943, comunica: « Nel pomeriggio di ieri formazioni di velivoli avversari sganciavano bombe sugli abitati di Trapani, Ragusa e Messina. Sono segnalati danni gravi a fabbricati civili, 40 morti e oltre 100 feriti tra la popolazione di Trapani, 6 morti e 9 feriti a Messina ».

12/4/1943


Messina due incursioni, la prima alle 3,40 ad opera di quadrimotori inglesi, l'altra alle 12,10 effettuata dai Liberator. Partecipano all'azione cinquanta Wellington e Halifax inglesi e sessanta velivoli americani. Gli inglesi vanno alla ricerca delle batterie contraeree che ormai sono numerose. Le bombe finiscono sui centri rurali, a S. Filippo, S. Jachiddu, Gesso, Castanea, Cappuccini, sui colli Peloritani. Durante l'incursione diurna sono colpiti nuovamente il viale S. Martino, la via Garibaldi, la via Vittorio Emanuele II, la piazza del Duomo, la stazione ferferoviaria, la passeggiata a mare. Si registrano tre morti e dodici feriti tra la popolazione dei villaggi. Il bollettino n. 1053 del 13 aprile 1943 comunica: « II nemico ieri ha rinnovato azioni di bombardamento aereo su città e centri dell'Italia meridionale ed insulare ».

15/4/1943


Messina alle ore 16,38 un'ondata di Liberator attacca la città. Le bombe cadono un po' dappertutto. L'entità dei danni è ormai imprecisabile come il numero dei morti che vengono raccolti generalmente verso l'imbrunire quando è minore il pericolo degli attacchi aerei. Altra incursione ad opera dei velivoli inglesi dalle 23 alle 24,30 con lancio di bombe e spezzoni incendiari. Il bollettino n. 1056 del 16 aprile 1943, comunica: « Quadrimotori americani lanciavano nel pomeriggio di ieri bombe e spezzoni nei dintorni di Napoli e su Palermo, Catania, Messina e Sciacca causando perdite alla popolazione civile: complessivamente 102 morti e 115 feriti ».

30/4/1943


Messina ventuno Liberator attaccano alle 13,08. Bombe di grosso calibro e spezzoni incendiari piovono sull'abitato. Colpiti numerosi edifici del centro storico e dei rioni periferici. Spezzoni incendiari provocano vasti incendi sui Peloritani. Sei morti e dieci feriti. Il bollettino n. 1071 del 1. maggio 1943 comunica: « Velivoli americani hanno lanciato su Messina bombe e ordigni esplosivi, facendo danni limitati, uccidendo sei abitanti e ferendone uno. Dei 21 quadrimotori partecipanti all'incursione 5 sono stati distrutti dalle batterie contraeree e dai nostri cacciatori, altri 4 si sono poi inabbissati in mare al largo di Augusta ».

9/5/1943


Sono trascorsi cento giorni dall'inizio dell'offensiva aerea contro Messina. La popolazione è in preda al terrore, vive stipata nei ricoveri dove l'aria è ormai irrespirabile o in casupole di campagna, molte famiglie si sono trasferite al nord. La vita in città è limitata a qualche ora al giorno, dalle 8 alle 10 del mattino. Le rivendite di generi alimentari rimaste ancora in piedi aprono frettolosamente, il tempo di distribuire le razioni di pane (ulteriormente ridotte a 150 grammi al giorno) e chiudono. Alle 11,30 e alle 12,45 due ondate di quadrimotori (quaranta in tutto) bombardano la città. Dopo l'incursione alte fiamme si levano dalle invasature delle navi traghetto, dalla stazione marittima e dalla centrale, dove alcuni vagoni carichi di carburante presi in pieno esplodono. Brucia il deposito di nafta di S. Raineri. Una pesante nuvola di fumo copre la città per diverse ore ostacolando l'opera dei Vigili del Fuoco e della Croce P.oss.a impegnati giorno e notte nella ricerca dei morti e dei feriti molti dei quali sono militari di passaggio. Il centro storico della città subisce altra pesante incursione. Quattro ondate di Liberator, ciascuna di 20 velivoli, scaricano centinaia di bombe e spezzoni incendiari. Colpiti la Basilica Cattedrale per la seconda volta, la chiesa dei Gesuiti a piazza Cairoli, il palazzo della Camera di Commercio, il plesso scolastico Tommaso Cannizzaro, la via Industriale, il viale S. Martino, il viale Garibaldi, la via dei Mille, la via XVII Luglio, la via Ugo Bassi, la via Giordano Bruno, la via Natoli. Molte bombe cadono al rione Provinciale, al Dazio, sulla Circonvallazione nei pressi del ricovero Cappellini dove hanno sede i più importanti uffici pubblici. Il bombardamento ha inizio alle 13,30 e termina alle 14,35. Gravi i danni ai quartieri civili e agli impianti militari. Imprecisato il numero dei morti e dei feriti. Il bollettino n. 1080 del 10 maggio 1943 comunica: «Palermo, Marsala, Messina, Reggio Calabria, Licata e Pan-telleria sono state bombardate da massicce formazioni di quadrimotori che provocavano danni ingenti in Palermo, di minore rilievo sulle altre località. Ventuno degli apparecchi incursori risultavano abbattuti: 8 dai nostri cacciatori, 7 dalla caccia germanica e 6 dalle batterie antiaeree ».

10/5/1943


Due formazioni di quadrimotori e bimotori bombardano la Messina alle 2,30 e alle 3,35 provocando danni all'abitato e al porto. Alle 1,13 velivoli isolati sganciano alcune bombe che finiscono in mare. Il bollettino n. 1081 dell'I 1 maggio 1943 comunica: « Incursioni aeree hanno avuto luogo su Trapani, Porto Empedocle, Pantelleria. Dalle artiglierie contraeree sono stati abbattuti 7 quadrimotori americani, 4 a Trapani, 1 a Messina e 2 su Pantelleria.

13/5/1943


Messina incursione alle 21,45. Due ondate di Liberator seminano bombe di medio e grosso calibro. Colpiti la stazione marittima, la via Vittorio Emanuele II, la stazione ferroviaria, il viale S. Martino, la via Industriale, la via La Farina. Il bollettino n. 1084 del 14 maggio 1943 comunica: « Nella giornata di ieri plurimotori avversari effettuavano incursioni sulle città di Napoli, Reggio Calabria, Messina e Augusta facendo vittime e causando danni particolarmente ingenti a Cagliari per due volte bombardata. Il fuoco delle artiglierie contraeree distruggeva 3 apparecchi nel cielo calabro, uno a Porto Empedocle ed uno a Messina ».

20/5/1943


Messina dopo sette giorni di tregua riprendono più violenti gli attacchi aerei diurni e notturni. Il centro storico della città viene devastato, le strade sono coperte di calcinacci, di alberi divelti, di mattoni, di tegole, di saracinesche volate via dalle porte dei negozi, di pali dell'illuminazione, di relitti di legno, di ferro. Nelle campagne adiacenti divampano incendi, brucia la pineta di Cama-ro, bruciano i boschi sui Peloritani, bruciano uliveti, frutteti. I Vigili del Fuoco sono impegnati a tirar fuori dalle macerie i morti e i feriti e non si curano degli incendi. Da diversi giorni un incendio divampa nella Cattedrale, la navata centrale è distrutta dal fuoco. Le banchine del porto e le invasature dei ferry-boats sono ormai inutilizzabili, per i collegamenti con la Calabria sono impiegate le motozattere, costruite alcuni mesi prima in Italia e in Germania per lo sbarco a Malta, che approdano lungo la riviera nord. Alle 21,30 il carosello degli aerei inglesi ha inizio. L' obiettivo primario di questa incursione sono le batterie italiane e tedesche che ora sviluppano un volume di fuoco notevole: 350 cannoni e centinaia di mitragliere sono disseminati sulle colline di Messina, di Villa S. Giovanni e di Reggio Calabria. Le bombe vanno a finire sugli abitati di fondo Pistone, Bisconte, Scala Ritiro, Bordonaro, Zafferia, Larderia.Il bollettino n. 1091 del 21 maggio 1943 comunica: « L' aviazione nemica effettuava ieri incursioni su Grosse-io, Messina e Pantelleria e su località della Sardegna »

22/5/1943


Messina per la prima volta l'aviazione alleata attacca (dalle 11,20 alle 13,10) con quadrimotori e bimotori la riviera nord, dalla rada di Paradiso fino a Ganzirri. I danni sono ingenti. Centinaia di famiglie che avevano trovato ospitalità e rifugio nei centri rivieraschi sfollano verso le Quattro Masse abbandonando ogni cosa. Alle 2,57, e per due ore di seguito, i Liberator sganciano bombe di ogni calibro. Sono colpiti: la stazione ferroviaria, il porto, il quartiere Lombardo, fondo Ruggeri, fondo Arcipeschie-ri, Montepiselli, via Acqua del Conte, via Felice Bisazza, via Tommaso Cannizzaro, il palazzo della Dogana, l'Orto Botanico dove si sviluppa un incendio che distrugge migliaia di piante e alberi, i villaggi Tremestieri, Larderia, Zafferia, Contesse, Pistunina. L'ultima ondata sopraggiunge improvvisamente alle quattro del mattino, quando tutto sembrava finito e la gente si accingeva ad uscire dai ricoveri per respirare una boccata d'aria pulita e preparare qualcosa da mangiare. Altre bombe sulla stazione ferroviaria dove un vagone carico di zolfo prende fuoco investendo la città di un fumo intenso. L'atrio riservato ai viaggiatori è distrutto. Le ultime bombe cadono in via Garibaldi, sul palazzo della Cassa di Risparmio, sulla sede della Banca di Messina. La rete idrica interna va in rovina e questa volta definitivamente, l'erogazione dell'acqua finisce. Il bollettino n. 1092 del 22 maggio 1943, comunica: « Formazioni aeree avversarie hanno agito su località dello Stretto di Messina, della Sicilia, della Sardegna e su Pantelleria. Notevoli i danni agli abitati di Messina e di Reggio Calabria dove una bomba centrava il Brefotrofio. L'avversario ha perduto 27 velivoli, 19 ad opera della caccia italo-germanica, 8 distrutti dalle batterie contraeree, dei quali 3 sulla Sardegna, 3 a Pantelleria, 3 a Messina.

24/5/1943


Messina due incursioni, la prima alle ore 2,12 effettuata da quadrimotori inglesi, la seconda alle 11,56 da Liberator. Nella prima una formazione di 40 velivoli divisa in tre squadre attacca la città con manovra a tenaglia precedendo l'azione con lancio di centinaia di bengala; nella seconda invece l'azione è diretta, i 30 aerei a gruppi di cinque sganciano senza soluzione di continuità sul centro urbano. Sono colpiti: il Grand'Hotel, il viale S. Martino, il Quartiere Lombardo, la via Nino Bixio, la via S. Cecilia, la via Risorgimento, la via Ugo Bassi, piazza Cairoli, il rione Mosella, il rione Gazzi, il forte Petraz-za, il villaggio Catarratti.Il bollettino n. 1094 del 24 maggio 1943, comunica: « Formazioni nemiche hanno effettuato ripetute azioni di bombardamento sulle isole di Pantelleria e Lampe-dusa e sulla città di Messina il cui centro urbano ha subito danni notevoli; in corso di accertamento le perdite della popolazione ».

25/5/1943


Messina dalle ore 3,50 alle 16,30, per quasi 12 ore, quadrimotori americani e inglesi si alternano in formazioni d'assalto sulla città provocando devastazioni e rovine. Partecipano all'azione oltre duecento velivoli. Un uragano di fuoco si abbatte sui quartieri civili, sul porto, sulla stazione ferroviaria. Sono colpiti l'Ospedale Piemonte dalle cui rovine i Vigili del Fuoco estraggono numerosi morti e feriti in prevalenza militari, la Caserma dei Carabinieri in via XXIV Maggio, la villa Mazzini, la passeggiata a mare e numerose abitazioni nell'area compresa fra via Cavour, via Cesare Battisti, via S. Cecilia, via Industriale, via Vittorio Emanuele II. La nave traghetto Reggio centrata in pieno affonda rapidamente nella seconda invasatura, il piroscafo Iris che aveva trasportato rifornimenti per la popolazione e le forze armate è raggiunto da un grappolo di bombe che gli creano larghi squarci in coperta e sulla fiancata: la nave galleggia per pochi minuti e poi va a fondo alla banchina Colapesce, mentre nello stesso istante affonda la nave Polluce ormeggiata alla banchina Norimberga. Il bollettino n. 1096 del 26 maggio comunica: « La città di Messina è stata ripetutamente attaccata subendo gravi danni, specie nella zona centrale. In corso di accertamento le vittime tra la popolazione ».

6/6/1943


Messina secondo attacco in massa contro la riviera nord, da Paradiso a Torre Faro. Alle 12,37 una formazione di Liberator proveniente da Bagnara sgancia centinaia di bombe provocando la distruzione di numerose casette di pescatori. Molte bombe finiscono in mare. La seconda ondata dei quadrimotori bombarda la città colpendo il palazzo di Giustizia, la chiesa di S. Caterina in via Garibaldi, gli Orti della Maddalena, la via 1° Settembre dove finiscono in frantumi le storiche Quattro Fontane, piazza Cairoli, il viale S. Martino, piazza del Popolo, via Porta Imperiale, via Centonze, via Dei Mille, via Nino Bixio, via Giordano Bruno, via Ugo Bassi, bombe anche nei villaggi, a Gesso, Larderia, Zafferia, Camaro. Il bollettino n. 1108 del 7 giugno 1943, comunica: « Plurimotori avversari hanno bombardato Messina, Reggio Calabria ed altre località minori dello Stretto ».

7/6/1943


Messina alle ore 0,27 e fino alle prime luci dell'alba aerei inglesi sorvolano la città e la riviera nord lanciando bombe di grosso calibro, spezzoni incendiari e volantini esortanti gli italiani alla resa. Sono colpiti la Banca Commerciale, l'albergo Belvedere, la via Ghibellina, la via S. Maria La Porta, la via S. Filippo Bianchi, la via Tomma-so Cannizzaro, il viale S. Martino. Il bollettino n. 1109 dell'8 giugno 1943 comunica: « Su Messina e dintorni di Trapani bombardieri avversari compivano incursioni che causavano sensibili danni. Le artiglierie della difesa abbattevano un apparecchio a Messina e 4 a Trapani ».

11/6/1943


Le truppe britanniche invadono l’isola di Pantelleria.

13/6/1943


Messina ondate di quadrimotori attaccano per diverse ore nella tarda mattinata. Colpiti edifici civili del centro storico e rioni periferici. Numerose bombe esplodono a Giostra, a fondo De Pasquale e sulle colline circostanti il villaggio Ritiro. Il bollettino n. 115 del 14 giugno comunica: « Formazioni di quadrimotori hanno bombardato i dintorni di Messina e di Catania. Non gravi i danni segnalati, limitato il numero delle vittime. Due degli aerei partecipanti alle incursioni precipitavano colpiti dal tiro della contraerea della difesa di Messina, uno fra Gazzi e Contesse, l'altro a nord-ovest di Orto Liuzzo »

16/6/1943


Si sposa Charlot. Lei è la 17enne Oona O ’Neill, mentre Charlie Chaplin ha da poco compiuto 54 anni.

18/6/1943


Messina alle 13,12 nuova incursione di Liberator scortati questa volta da squadriglie di caccia che si sono trasferiti dalla Tunisia a Pantelleria occupata dagli Alleati il 13 giugno. Una prima grandinata di bombe investe lo scalo ferroviario incendiando 25 carri di materiali per le forze armate e generi alimentari destinati alla popolazione civile. Una nave carica di carbone centrata in pieno si apprua, prende fuoco nelle stive, si trasforma rapidamente in un rogo e affonda. L'uragano di fuoco si abbatte poi sull'abitato. Sono colpiti il palazzo dell'ex Gii sul viale S. Martino, la caserma dei Vigili del Fuoco, la palestra di ginnastica Enzo Geraci, l'albergo Reale, i depositi di caffè Barbera, la via Aurelio Saffi, la via La Farina, la via Industriale, la via Tommaso Canniz-zaro, la via Ugo Bassi, la via Giordano Bruno, la via dei Mille. Dieci morti sono estratti dalle macerie nel tardo pomeriggio, mentre cinquantaquattro feriti vengono trasportati nell'ospedale Cristo Re della Croce Rossa. La nave traghetto Scilla colpita da tre bombe si abbatte su un fianco, in serata viene rimorchiata e trasportata in un basso fondale del molo Norimberga dove affonda il mattino successivo. Il bollettino n. 1120 del 19 giugno 1943, comunica: « Formazioni aeree avversarie e apparecchi isolati hanno bombardato e mitragliato centri urbani e località in Sardegna, Sicilia, Calabria e Campania. In tali incursioni il nemico ha perduto 27 apparecchi dei quali 6 a Trapani ad opera delle artiglierie della difesa, 4 colpiti dalle batterie contraeree di Olbia e 17 abbattuti dalla caccia dell'Asse dei quali 15 sulla Sardegna e 2 a Messina ».

19/6/1943


Messina Quadrimotori Liberator attaccano per diverse ore durante la mattinata la riviera nord di Messina da Paradiso a Mortelle, successivamente sganciano sulla città colpendo l'abitato e la zona del porto. La motocistema Olbia centrata in pieno affonda. Il bollettino n. 1121 del 20 giugno, comunica: « La fascia costiera calabra fra Villa S. Giovanni e Reggio e ìa città di Messina sono state attaccate ieri da forti formazioni di quadrimotori. Due apparecchi venivano abbattuti presso Messina dalle artiglierie contraeree ed uno a Reggio dalla nostra caccia ».

21/6/1943


Messina Ottanta Fortezze Volanti compiono una rapida e pesante incursione dalle 12 alle 13. Centinaia di bombe di medio e grosso calibro esplodono in ^ia Garibaldi, viale S. Martino, via Tommaso Cannizzaro, via La Farina, sulla passeggiata a mare e lungo la riviera nord. Numerosi morti non identificati. Il bollettino n. 1123 del 22 giugno 1943 comunica: « Formazioni di quadrimotori hanno ieri bombardato Napoli, Torre Annunziata, Salerno, Battipaglia, Reggio Calabria e Messina causando danni considerevoli ai centri urbani e facendo vittime tra la popolazione ».

25/6/1943


Messina alle ore 11,47 una prima formazione di quadrimotori sgancia il suo carico di esplosivo; seguono le altre a ondate successive fino alle 16,30. Centotrenta Liberator partecipano alla pesante incursione. Alle 22,35 e per l' intera notte gli aerei inglesi attaccano la riviera tirrenica dove i tedeschi hanno costruito invasature mobili per l'approdo delle motozattere destinate al trasporto da e per il Continente di truppe e rifornimenti. I danni provocati alla città sono incalcolabili. I motovelieri Nuova Stella, Giulia e Nuova Fortuna colpiti dalle bombe affondano davanti alla banchina Norimberga. Nel tardo pomeriggio squadre di militari distribuiscono davanti ai ricoveri razioni di minestra, pane ed acqua. Gli alloggi ancora disponibili nei villaggi montani sono requisiti dal prefetto per ospitare famiglie. Il comandante militare della Piazza ordina l'evacuazione della città entro una settimana ma il piano fallisce, nessuno intende staccarsi dai rifugi dentro i quali si è al sicuro nonostante le condizioni di vita insostenibili. Il bollettino n. 1127 del 26 giugno 1943, comunica: « Grosse formazioni di quadrimotori hanno ieri attaccato la città di Messina facendo vittime e danni considerevoli. Nel cielo della Sicilia, fra Messina e Catania, la caccia italiana abbatteva otto quadrimotori, quella germanica quattro; sei altri velivoli venivano distrutti dalle batterie della difesa di Messina e Reggio Calabria ».

28/6/1943


Messina il Mediterranean Air Command da questo momento affida ai bombardieri medi, leggeri, ai cacciabombardieri e ai distruttori Lightning, il compito di ostacolare il 1 lusso dei rifornimenti militari attraverso lo Stretto con rapide e continue puntate diurne e notturne dirette principalmente contro i posti di sbarco di Paradiso, S. Agata, Ganzirri, Torre Faro e Mortelle. Ondate di aerei si succedono senza soluzione di continuità dalle 22 alle 5 del mattino. Nell'operazione sono impiegati complessivamente 700 velivoli. I quadrimotori rivolgono la loro attenzione altrove, nell'Italia meridionale e centrale. Il bollettino n. 1130 del 29 giugno 1943 comunica: «Livorno, Reggio Calabria e Messina sono state bombardate dall'aviazione nemica ».

29/6/1943


Messina - ore 23,30 quando ormai si è certi che l'ultima squadriglia di incursori ha compiuto la sua missione, una tormazione di bimotori piomba dalle colline di Camaro superiore seminando bombe di piccolo calibro: due esplodono davanti alla bocca della galleria della caserma Sabato a Noviziato uccidendo dieci persone e ferendone un centinaio. Alcuni minuti dopo un'altra squadriglia sgancia sul tempio di Cristo Re e sui caseggiati sottostanti fino al palazzo della Previdenza sociale. Il bollettino n. 1131 del 30 giugno 1943 comunica: « Messina e dintorni e la costa calabra dello Stretto hanno subito una nuova incursione ».

5/7/1943


Messina - Tornano i quadrimotori mentre la gente è intenta a cucinare su improvvisati fornelli davanti ai rifugi antiaerei. Le bombe esplodono all'improvviso provocando il terrore. All'imboccatura della galleria S. Marta, dalla parte di via Protonotaro, la lolla preme disperatamente per avvicinarsi alla salvezza mentre le esplosioni provocano terribili spostamenti d'aria. Migliaia di persone spingono, gridano. Una vecchietta incespica nel groviglio di gambe, perde l'equilibrio e finisce per terra. Dietro di lei, responsabile involontaria della tragedia, cadono altri, il mucchio si fa sempre più alto, l'ostacolo più difficile da superare. Nessuno ascolta le invocazioni di aiuto, le grida di dolore. Il ricovero inghiotte tutti. Sulla strada restano sette morti e oltre duecento feriti e una scia di sangue tra il groviglio delle vittime della paura altrui e l'imboccatura della galleria. Il bollettino n. 1137 del 6 luglio 1943 comunica: « Località della Sicilia, tra le quali Messina, Catania e Marsala, sono state obiettivo di incursioni che hanno fatto danni e vittime in limitata misura ».

12/7/1943


Messina - Centoquaranta quadrimotori sottopongono la città, ormai abbandonata al suo destino e diventata terra di nessuno, a un violento bombardamento dalle 12,30 alle 15. Le formazioni si susseguono a distanza di pochi minuti l'urta dall'altra giungendo dall'interno dell'isola. I danni sono immensi, alcuni militari italiani e tedeschi vengono estratti privi di vita dalle macerie. Alle 22,15 un centinaio di Wellington completano l'opera di distruzione attaccando il centro urbano fino alle 24,40. Contemporaneamente i bombardieri leggeri, i caccia bombardieri e i Lightning mitragliano e spezzonano il traffico delle motozattere attraverso lo Stretto illuminato dai bengala. Il bollettino n. 1144 del 13 luglio 1943 comunica: «Formazioni nemiche hanno bombardato centri della Sicilia e della Calabria fra cui Catania, Messina e Reggio ».

13/7/1943


Messina- Formazioni di Halifax e Wellington effettuano una lunga e pesante incursione dalle 22 alle 3,10 del mattino successivo sganciando il loro micidiale carico di bombe di grossissimo calibro che causano devastazioni nel centro urbano, nei rioni periferici, nei villaggi e agli impianti portuali e ferroviari ormai impraticabili. L'accertamento dei morti non è più possibile, i Vigili del Fuoco e i militari della Croce Rossa non possono intervenire perché le strade sono coperte di macerie e disseminate di crateri scavati dalle esplosioni. Il bollettino n. 1145 del 14 luglio 1943 non fa menzione del bombardamento.

14/7/1943


Messina -Venticinque quadrimotori attaccano la città alle 10,37, altri 212 si succedono fino alle 13,25 lanciando tonnellate di esplosivo. Una bomba colpisce un piroscafo caricò di munizioni che esplode con un fragore impressionante disseminando l'abitato di grossi rottami che vanno a finire a chilometri di distanza fin sulle terrazze del Seminario Arcivescovile di Giostra. L'ultima ondata di 85 Liberator sgancia il suo carico dalle 14,26 fino alle 16. Verso le 17 la gente esce dai ricoveri e incurante di tutto assalta i magazzini militari in via La Farina. In meno di un'ora i depositi di viveri sono svuotati. Davanti ai ricoveri comincia il mercato nero. Alle 22,55 i quadrimotori inglesi riprendono l'offensiva che ha termine alle 2,15 quando intervengono i cacciabombardieri per intercettare le zattere tedesche che fanno la spola fra le due sponde dello Stretto trasportando uomini e materiali. Oltre a numerose abitazioni civili sono colpite le chiese di S. Antonio, S. Francesco, Pompei, S. Caterina, S. Nicolo, la Cattedrale che riprende a bruciare. Il bollettino n. 1146 del 15 luglio 1943, comunica: « Formazioni aeree hanno effettuato incursioni su Palermo, Messina e su Napoli e dintorni causando danni sensibili a edifici civili e facendo vittime tra la popolazione. Risultano distrutti dalle batterie della difesa sei quadrimotori a Messina e uno a Napoli ».

15/7/1943


Messina formazioni di quadrimotori e bimotori attaccano alle 4,08 Messina, Reggio Calabria, Villa S. Giovanni, Scilla, Cannitello e successivamente Ganzirri, S. Agata, Torre Faro. L'incursione ha termine alle 6,25. Segue una lunga pausa, fino alle 22,30 quando gli aerei tornano a martellare le località della riviera messinese da ponte Annunziata fino a Mortelle. Numerose bombe di grosso calibro cadono ancora a Valle degli Angeli, piazza Cairoli, Ponte Americano, sul porto e sulla stazione ferroviaria ormai ridotta a un ammasso di rovine. Il bollettino n. 1148 del 17 luglio, comunica: « Incursioni nemiche su Napoli, Bari, Reggio Calabria e Messina non causavano danni di importanza, limitato il numero delle vittime ».

17/7/1943


Messina, una formazione navale inglese spara numerose salve contro la città dalle 23,50 alle 01,30. I colpi raggiungono la zona sud della città provocando danni agli abitanti, molti finiscono in mare.

19/7/1943


Messina nuovo attacco navale alle 22. Incrociatori pesanti inglesi dal largo di capo Ali bombardano la riviera sud per ostacolare il traffico dei rifornimenti diretti alle unità combattenti nella zona di Catania. Alcuni colpi esplodono in città.

22/7/1943


Le forze alleate americane al comando del generale Patton liberano Palermo.

22/7/1943


Viene conquistata Palermo dagl'angloamericani. Le unità alleate puntano su Messina, dove di preidio ci sono le divisioni Livorno e Napoli e il XIV corpo d'armata tedesco.

24/7/1943


Messina, incursione di cacciabombardieri sulla riviera nord. I velivoli attaccano a volo radente dalle 13,45 alle 14,10. Bombe di piccolo calibro e spezzoni incendiari esplodono anche nei pressi del Museo.

25/7/1943


Su Ordine di Re Vittorio Emanuele III, viene arrestato Benito Mussolini.

25/7/1943


Messina Squadriglie di Lightning mitragliano e spezzonano le motozattere che trasportano attraverso lo stretto soldati e materiali. I velivoli attaccano a gruppi di cinque dalle19,20 alle 20,10. Bombe e spezzoni cadono sulla città e sui villaggi della riviera nord tirrenica causando vittime e danni. »

26/7/1943


Messina, Lightning e cacciabombardieri si portano a intervalli regolari sulla riviera dalle 7,45 del mattino alle 19,30 della sera mitragliando e spezzonando zattere e imbarcazioni che cominciano a trasferire in Continente i primi reparti delle divisioni tedesche in ritirata. I villaggi ormai deserti subiscono gravi danni. Il bollettino n. 1158 del 27 luglio 1943 comunica: « L'aviazione nemica effettuava incursioni sui dintorni di Napoli, e sulla regione dello Stretto di Messina. Danni non gravi, vittime in corso di accertamento. Le artiglierie della contraerea abbattevano sei apparecchi».

27/7/1943


Messina, cacciabombardieri attaccano il traffico delle zattere nello Stretto e i centri della riviera tirrenica, dalle 6 del mattino fino al tramonto e dalle 21 alle 4 del giorno successivo ». Riappaiono nel cielo di Messina le Fortezze Volanti. L' incursione ha inizio alle 3,25 e termina alle 6. Due ore dopo attaccano i Lightning fino alle ore 15, poi è la volta dei cacciabombardieri. Ti bollettino n. 1158 del 27 luglio 1943, comunica: « L' aviazione nemica effettuava incursioni sui dintorni di Napoli e sulla regione dello Stretto di Messina. Danni non gravi, vittime in corso di accertamento ».

28/7/1943


Messina dal 28 luglio al 3 agosto '43 i centri della riviera nord da Paradiso a Mortelle e il traffico attraverso lo Stretto sono sottoposti al continuo martellamento dei bombardieri medi e leggeri Mitchell, Marauder e Lightning. Le incursioni hanno inizio alle prime luci dell'alba e si protraggono per l'intera giornata senza soluzione di continuità. I velivoli attaccano a volo radente sbucando all'improvviso dalle colline per cogliere di sorpresa le batterie contraeree. Durante la notte intervengono i bombardieri pesanti che battono le stesse località. Il cielo dello Stretto è costantemente illuminato dai bengala paracadutati.

4/8/1943


Messina ore 11,30 duecento quadrimotori in formazione bombardano Messina. Devastati i rioni Muricello, Dazio, Ritiro, Giostra, Villa Lina.

5/8/1943


Messina, quattrocento quadrimotori completano l'opera di distruzione della città di Messina. Migliaia di bombe di grossissimo calibro piovono ancora sui quartieri Giostra, Dazio, Ritiro, Muricello, sul centro storico, sulla riviera nord.

6/8/1943


Messina, formazioni di cacciabombardieri mitragliano e spezzonano la riviera tirrenica nella prima mattinata. Alle 2 e fino alle 13,30 i quadrimotori Liberator sganciano migliaia di bombe di grosso calibro colpendo il centro urbano e i quartieri periferici della zona sud provocando morti e feriti fra la popolazione e i militari. I danni sono incalcolabili. Alle 21,30 nuova incursione da parte dei Wellington che ha termine mezz'ora dopo la mezzanotte.

6/8/1943


Messina-Dalle 2 alle 5 del mattino una formazione navale inglese apre il fuoco contro località della zona sud di Messina. Il bombardamento si ripete alle 8 di sera e continua fino alle 3 del giorno successivo. Alle azioni navali partecipano gli incrociatori pesanti Uganda e Mauritius della 15a divisione, il monitore Robert e le cannoniere Soemba e Flores. Cinque ore più tardi gli Alleati entreranno a Messina. Il bollettino n. 1180 del 18 agosto 1943 comunica: « La dura battaglia della Sicilia, che le truppe italo-tedesche hanno strenuamente combattuto per 40 giorni contro la soverchiante potenza delle forze angloamericane di terra, del mare e del cielo, è finita ieri ».

7/8/1943


Visti inutili gli attacchi della 3° divisione contro il crinale di San Fratello, gli americani aggirano l'ostacolo organizzando uno sbarco anfibio alcuni chilometri a est di Sant’Agata. L’operazione, che riesce viene eseguita nella notte e consente agli americani di riprendere la marcia, da troppo tempo interrotta verso Messina.

7/8/1943


Messina Gli attacchi dei quadrimotori inglesi riprendono alle 2,30 a ondate successive fino alle 5. Dalle 9,30 alle 10 nuova incursione di bombardieri medi. I Liberator sopraggiungono alle 12,30 in massicce formazioni e sganciano fino alle 14,15. Un breve intervallo ed altre Fortezze Volanti scaricano tonnellate di esplosivo dalle 15 alle 19. I Vel-lington entrano in azione alle 21 e continuano l'opera di devastazione. Particolarmente colpita l'area urbana compresa fra il torrente Boccetta e il torrente Annunziata. Il bollettino n. 1169 del 7 agosto comunica «Incursioni effettuate dal nemico su Napoli, Messina e su località della provincia di Salerno e Cosenza causavano danni non gravi».

8/8/1943


Messina, Liberator, Wellington, Halifax, Lightning, Marauder attaccano il porto, le invasature delle navi traghetto, la città, i quartieri Dazio, Giostra, Ritiro, Muricello e i centri della riviera nord per l'intero arco delle ventiquattro ore con un breve intervallo dalle 19,20 alle 21,20. Gli storici ufficiali della Royal Air Force scriveranno: «L'8 agosto quell'infelice città fu ridotta in una condizione quasi simile a quella in cui fu ridotta dal terremoto del 1908 ».

8/8/1943


Mentre a nord gli americani entrano a Sant’Agata, nel settore inglese la 78° divisione conquista Bronte

9/8/1943


Messina- Bombardamento di quadrimotori inglesi Halifax dalle 21,20 alle 5 del mattino successivo. I Lightning attaccano incessantemente gli approdi delle motozattere e il traffico attraverso lo Stretto. Il bollettino n. 1173 dell'I 1 agosto 1943 comunica: «Messina è stata intensamente e ripetutamente bombardata dall'aviazione avversaria».

9/8/1943


Su tutto il fronte continua la ritirata delle forze dell’Asse in direzione di Messina. Lo sforzo maggiore in questa fase della campagna viene sostenuto dal XIII corpo inglese le cui divisioni sono impegnate a sud e ad est dell’Etna, su terreno particolarmente difficile.

11/8/1943


Nella notte sulla costa settentrionale dell’isola, gli americani superano le difese di Capo d’Orlando.

12/8/1943


Messina – dal 12 al 16 agosto 1943, i quadrimotori non intervengono più. Gli attacchi sono condotti dai cacciabombardieri contro le colonne tedesche in ritirata lungo la via Palermo e le vie consolari Valeria e Pompea.

12/8/1943


Nel settore americano le divisioni del II corpo proseguono la avanzata in direzione est: la 9° divisione giunge a Floresta, a nord di Randazzo, ultimo caposaldo lungo la direttrice meridionale di avanzata del Il corpo.

13/8/1943


I tedeschi abbandonano Randazzo che viene occupata dal 39° reggimento della 9à divisione americana. A nord, sulla strada costiera, i reparti della 3° divisione statunitense continuano l’avanzata verso est in direzione di Patti.

15/8/1943


Messina - Una formazione navale bombarda la costa messinese e calabrese una prima volta alle 16 e una seconda volta alle 22. I danni sono inaenti.

15/8/1943


Continua l’avvicinamento degli Alleati a Messina: sulla costa settentrionale gli americani raggiungono Barcellona, a est gli inglesi marciano su Linguaglossa.

16/8/1943


Continua il più rapidamente possibile la ritirata dei tedeschi verso Messina: gli Alleati sono ormai prossimi alla città.

17/8/1943


Finisce la guerra a Messina Alle 10,15 le truppe del gen. Patton entrano a Messina: la conquista dell’isola è stata portata a termine in soli 39 giorni. I soldati nazi-fascisti scappano in Calabria con le zattere rimorchiate cariche di carri e armi, riescono a trasbordare sul continente buona parte dei loro uomini (circa 60.000 su 90.000) con l’equipaggiamento, nonostante la supremazia aerea e navale alleata.

3/9/1943


L’8a armata inglese invade l ’Italia, che il giorno stesso firma l’armistizio, alleandosi contro la Germania.

29/9/1943


A bordo della nave inglese Nelson al largo di Malta, il maresciallo Pietro Badoglio ed il generale Eisenhower firmano l’armistizio.

1/10/1943


Le forze Alleate conquistano Napoli durante la 2a Guerra Mondiale.

7/10/1943


Il Giappone giustizia 100 prigionieri americani sull'Isola Wake.

13/10/1943


L’Italia dichiara guerra alla ex alleata Germania.
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