Useronline Insert Failed > Nasce « Revestito » a Messina. Una Rivista on line per tutti. Per tutti coloro che non tollerano più demagogia, privilegio, mistificazioni di poteri grossi o piccoli, che hanno messo alle strette l´umanità, la libertà, e soprattutto la dignità. Revestito ha significato ambivalente: non occorre che sia messo a nudo il re ,per evento eccezionale, affinchè la natura delle cose in qualche misura si disveli. La trasparenza dovrebbe essere alla base di ogni consorzio civile e di ogni Stato di diritto che tale pretenda definirsi.
Home
Notiziario
ChiVuol'esserLettoSia
Nel tempo
Personaggi
Photogallery
Rimestanze
RSS

sabato 17 agosto

STATISTICHE

Visitatori : 3217574

Pagine visitate : 87255463

Utenti connessi : 36

Il piacere di leggerli

Iscriviti alla
Mailing list
Email:

Personaggi


Indietro

Averroè
[ Cordova (Spagna) 1126 , Marrakesh(Marocco) 10/12/1198 ]


Abu'l-Walid Mohammad ibn Ahmad ibn Mohammad ibn Roshd (Aven Roshd diventato Averroës per i latini) nacque a Cordova nel 1126. Suo padre e il suo bisnonno erano stati celebri giuristi. Il padre aveva rivestito la dignità di giudice supremo (qadi al-qodat) ed era stato anche un uomo politico influente. Studiò teologia e diritto (fiqh), poesia, medicina, matematica, astronomia e filosofia. Nel 1153, a 27 anni, andò in Marocco. Nel 1169-70, a 43 anni, fu giudice (qadi) a Siviglia. Studiò intensamente la filosofia di Aristotele e scrisse diversi commenti alle sue opere. Nel 1170 portò a termine il Commento al Trattato degli animali e il Commento medio alla Fisica. Nel 1174 terminò il Commento medio alla Retorica e il Commento medio alla Metafisica. Nel 1178 si recò nuovamente in Marocco, dove compose il trattato conosciuto in latino come De substantia orbis. Nel 1182 il sovrano almohade Abu Ya'qub Yusof, a cui era stato presentato da Ibn Tofayl, nominò Averroè, allora di 56 anni, suo medico personale e gli diede la carica di qadi di Cordova. Il 29 luglio del 1184 il sovrano morì e gli successe il figlio Abu Yusof Ya'qub che, dopo la battaglia di Alarcos (18 giugno 1195) contro Alfonso VIII re di Castiglia, prese il titolo di al-Mansur (il Vittorioso). Alfonso si riprenderà la rivincita con la vittoria di Las Navas de Tolosa nel 1212. al-Mansur ebbe per undici anni buoni rapporti con Averroè, ma nel 1195, sotto l'influenza delle sette islamiche più ortodosse, cambiò opinione e ordinò che Averroè, privato di ogni dignità, fosse confinato nella città di Lucena (Elisana) vicino a Cordova, dove il filosofo dovette subire gli affronti, le satire e gli attacchi degli islamici. al-Mansur pubblicò un editto in cui si diceva che Dio aveva riservato il fuoco dell'inferno per chi pensava che la verità potesse essere trovata per mezzo della sola ragione. Tutti i libri di logica e di metafisica vennero dati alle fiamme. Infine al-Mansur fece trasferire Averroè in Marocco, dove il filosofo morì in stato di reclusione il 10 dicembre 1198, all'età di 72 anni, nella città di Marrakech. I resti del filosofo furono trasferiti a Cordova. Averroè è stato il commentatore per eccellenza degli scritti aristotelici. Fece tre tipi di commenti: i medi, dove sono riassunte le questioni dei singoli paragrafi; i grandi dove i paragrafi sono citati per esteso e poi ampiamente sviluppati; le parafrasi o analisi, con una descrizione più sintetica del pensiero di Aristotele, ma con una esposizione dell'opinione di Averroè. Esistono tutti e tre i commenti delle seguenti opere: i Secondi analitici, la Fisica, il De Caelo, il De Anima, e la Metafisica. Esistono i commenti medi e le parafrasi delle opere: Organon, De Generatione et corruptione, i Meteorologici, la Retorica, la Poetica. Dell'Etica Nicomachea esiste solo il commento medio. La Politica è sconosciuta ad Averroè, ma anche agli altri filosofi arabi. Averroè fece anche un commento alla Repubblica di Platone ed uno all'Isagoge di Porfirio. Nei suoi commenti Averroè utilizzò criticamente le opere filosofiche sia del mondo classico (Temistio ed Alessandro di Afrodisia) sia del mondo musulmano (al-Farabi, Avicenna-Ibn Sina e Avempace-Ibn Baggah). I trattati filosofici - Destructio destructionum Algazelis - Epistola de connexione intellectus abstracti cum homine - De substantia orbis - Sull'accordo della ragione con la filosofia (Fasl al-makal), non tradotto in latino, ma esistente in arabo ed ebraico. - Esame dei metodi di prova relativi alle dottrine della religione (Kashf al-manahij). Le opere scientifiche e giuridiche Averroè scrisse anche opere scientifiche: - Liber universalis de medecina (Kulliyat, in latino Colliget), una grande enciclopedia medica scritta tra il 1162 e il 1169. - Un commentario all'Almagesto di Tolomeo. Di Averroè rimane anche un'opera giuridica considerata ancora oggi un'autorità nel campo della giurisprudenza: Bidayat al-mugtahid wa nihayat al-muqtasid (Punto di inizio per il giurista sommo e limite estremo per il giurista medio). La distruzione delle opere di Averroè A partire da al-Mansur gli islamici perseguitarono con accanimento la filosofia ed i filosofi in modo tale da impedirne la diffusione di qualsiasi opera. Gran parte delle opere di Averroè ci sono pervenute grazie ai filosofi ebrei della Spagna cristiana e della Provenza. Gli ebrei le tradussero in ebraico o le traslitterarono in ebraico, un espediente per evitare che gli arabi ne comprendessero il significato e le distruggessero Indietro