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Pietro Inzoli
[ Mistretta 1868 , Messina 18/12/1904 ]


Pietro Inzoli.jpgtudia incisione con Gaetano Micale alla Scuola Comunale di S. Gregorio, e in collaborazione con il maestro, mentre questi realizza dal Polittico di San Gregorio di Antonello il disegno del San Gregorio, egli copia a pastello il San Benedetto. Non ancora ventenne si reca a Roma, e partecipa al concorso per il disegno e l'incisione del Romolo e Remo di Rubens bandito dalla Calcografia Reale di Stato. Classificato come ottimo (vince il più anziano Antonio Piccinni, allievo di Tom-maso Aloysio Juvara), il suo disegno viene acquistato dal Ministero.
oncorre poi per la riproduzione del quadro del Palizzi II Prìncipe Amedeo ferito a Custoza, recandosi a Torino per realizzare il disegno poi tradotto in rame (ma disegno e rame vengono ritirati per espresso desiderio del Palizzi, anche se la Commissione esaminatrìce in data 28 giugno 1893 ne aveva approvato "l'intonazione brillante colla quale il giovane artista aveva impiantato il suo lavoro ed apprezzasse anche la freschezza dell'incisione"). Subito dopo ottiene dalla stessa Commissione l'incarico di eseguire il rame della Santa Lucia di Roberto Bompiani della Galleria d'Arte Moderna di Roma, il cui disegno viene fornito ad Inzoli dallo stesso autore che ne elogia la riproduzione. Insegna alla Scuola Comunale di Disegno (successore del maestro Micale per sua designazione) e alla Scuola di Arte e Mestieri della Società Operaia (Disegno di Ornato e Figura).

Nel 1896 esegue il disegno per una pergamena offerta dal Comune di Messina all'imperatore di Germania Guglielmo IL Attratto dalla pittura realizza "i magnifici paesaggi e i vaghi costumi della nostra Sicilia". Partecipa alla Mostra d'Arte e Fiori di Messina del 1900 ed ottiene la medaglia d'oro come incisore. Incide - sempre su commissione della Regia Calcografia di Stato - la seconda tavola degli Affreschi della Farnesina di Raffaello, rimasta incompleta. Affetto da un male incurabile, dopo avere distrutto gran parte della sua produzione (disegni, tavolette e tele), muore a Messina il 15 dicembre 1903 ed è seppellito a spese dell'Amministrazione Comunale nel Famedio del Cimitero Municipale. Viene commemorato il 18 dicembre 1904 nei locali dell'Accademia Peloritana. L'anno seguente il cognato Virgilio Sacca organizza al Circolo Artistico di Messina una mostra retrospettiva con l'esposizione di ottantanove opere (pastelli in bianco e nero e a colori, incisioni, sei pitture). Nel 1907 lo stesso Sacca ne detta l'epigrafe per una lapide da collocarsi nei locali della Società Operaia di Messina.

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