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Antonio Saitta
[ Messina 28/01/1903 , Messina 10/08/1987 ]

Rimestanze

Antonio Saitta"Caro Saitta, scrivo a te come se scrivessi a tutti voi, a tutti gli amici di Messina, a Puglìatti, a Vann'Antò. Per dirvi la mia gratitudine della fraternità dimostratami. (...) Ho sempre amato Messina, ma ora mi pare di amarla di più, di aver saputo, capito di più, su quel che vi succede, su quel che è (...)".
Renato Guttuso

oeta e collaboratore di diversi quotidiani e periodici, ha pubblicato con diversi pseudonimi: Nino Folgore, Lionello, Antonellus.
Coetaneo, compagno di classe e grande amico di Pugliatti. Da ragazzo, garzone nella libreria Ferrara, poi titolare, dal 1917, della storica Libreria OSPE (Organizzazione Siciliana Propaganda Editoriale), centro di attività intellettuale che per almeno un trentennio fu punto di riferimento della cultura messinese.
Nel retrobottega della sua libreria avevano luogo discussioni e dibattiti, vivaci, a volte accaniti, ma sempre civili e produttivi, sulle più varie tematiche culturali, condotti in modo impareggiabile da Pugliatti. Questi incontri offrirono lo spunto a Saitta di allestire, nel 1950, una galleria d'arte, “ Il Fondaco”, sempre nel retrobottega della libreria. Con la sigla de "Il Fondaco", con la collana "Il Vascello" e i "Quaderni di letteratura e arte", contribuisce all’attività culturale di Messina. Crea la scapigliata “Accademia della Scocca”, della quale facevano parte insigni letterati italiani  come Giorgio La Pira, Guglielmo JannelliGiuseppe Longo e Giuseppe Migneco , ed anche intelletuali stranieri
Uomo mite vive la poesia come una dimensione religiosa, essenziale, d’una non esasperata densità, dove oggetti, angoli amati e riconoscibili della casa, della memoria, assumono un odore particolare, acquistano un senso arcano, quasi in un postcrepuscolarismo sfrondato dalla carica di orpelli e stretto nella morsa della sostanza mitica, per poi aprirsi in una improvvisa essenza metafisica.
Ha vinto diversi premi. Nel 1953 ha diviso ex aequo il Primo premio di poesia «Sicilia» e il Premio De Gasperi di poesia dialettale.
Nel 1956 la Camera di Commercio di Messina gli conferisce la medaglia d'oro di benemerenza.
Opera dialettale:

In lingua:

  • La terra aspetta (1959)
  • La catena sospesa nel tempo (1964)
  • La Pasqua delle genti (1967)
  • Diario senza date (1970) con Serigrafie di Giuseppe Vanadia
  • Il cuore assurdo (1972)
  • Anatema d’una maschera (1977)
  • La vita in un letto di tenebre (1976)
  • E più mi faccio legno (1976)
  • Mare senza rive (1980)
  • Tempo anima (1984).

Attività storico-saggistica :

  • Messina artistica (1963)
  • Messina antispagnola (1974)
  • Le fontane di Messina (1978)
  • Nell’incontro di Morgana (1980)
  • Donne di Messina (1982).

Il Fondaco
Galleria d'arte "Il Fondaco"

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