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Giorgio La Pira
[ Pozzallo (Ragusa) 09/01/1904 , Firenze 05/11/1977 ]


Giorgio La Piraasce primogenito di sei fratelli da Gaetano La Pira e Angela Occhipinti a Pozzallo, un paese della Sicilia senza risorse e prospettive, affacciato sul mediterraneo.
Nel 1914, appena terminate le scuole elementari, si trasferisce a Messina per continuare gli studi, dove rimane fino al 1926 presso lo zio materno, Luigi Occhipinti. Strinnge e coltiva amicizie molto significative con altri giovani, tra cui Quasimodo e Pugliatti, con cui sviluppa e approfondisce l’amore per la cultura e la sua sensibilità per le problematiche sociopolitiche, anche se ancora condizionata dalla visione anticlericale vissuta nella famiglia Occhipinti.
Gli anni tra il 1918 e il 1924 sono decisivi per l’avvicinamento alla Fede grazie all’amicizia con Guido Ghersi e, successivamente, al rapporto di stima e amicizia con Emilio Betti, docente di diritto romano.
unto di riferimento di La Pira è anche un grande civilista e uomo di cultura quale Contardo Ferrini , al quale dedica la tesi di laurea.
Nel 1922, dopo la maturità classica, inizia a Messina gli studi universitari rivelando una particolare predisposizione per il diritto romano e, nel 1926 su invito del prof. Betti, si trasferisce a Firenze dove consegue la laurea nel luglio dello stesso anno: da quel momento scelglie Firenze come terra d’adozione. Nel 1927 venne offerto a La Pira il primo incarico universitario e ben presto inizia anche la sua attività come saggista e pubblicista.
Importante, negli stessi anni, è anche la sua testimonianza caritativa verso i poveri, soprattutto attraverso le Conferenze di San Vincenzo e la domenicale Messa dei poveri a San Procolo, caratterizzata dal linguaggio semplice e dalla condivisione del pane per sfamare i molti partecipanti che, durante la guerra, arrivarono fino a cinquecento. Significativo è anche, dal 1937, il suo impegno culturale contro il fascismo e ogni stato totalitario.
L’attività politica di Giorgio La Pira inizia nel 1944, esortato da don Bensi e dal cardinale Elia dalla Costa, mettendo a disposizione della ricostruzione civile e sociale dell’Italia, e poi di Firenze in particolare, la sua preparazione teologica, filosofica e giuridica. È eletto deputato all’Assemblea Costituente (1946-1948) come indipendente nelle liste della Democrazia cristiana, e dà un importante contributo alla stesura della nostra Carta Costituzionale.
In questa fase incontra, diventandone amico, grandi personalità quali Dossetti, Fanfani, don Sturzo, De Gasperi, Lazzati e mons. Montini.
tabilisce un rapporto di amicizia anche con Palmiro Togliatti, segretario del Pci, e ciò gli costa non poche avversità.
È rieletto alla Camera nel 1948 e partecipa al governo presieduto da De Gasperi quale sottosegretario al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, retto da Fanfani. È eletto sindaco di Firenze il 6 gennaio 1951 e lo è per tre amministrazioni: 1951-1956, 1956-1957 e 1961-1964.

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