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Nella Bonanno
[ Messina 03/06/1924 , Messina 02/01/2004 ]


asce a Messina col nome Antonina Mellina in arte usa il nome di Nella Bonanno dal cognome del marito. Si è diplomata al liceo artistico di Napoli nel 1943 ed ha frequentato per alcuni anni lo studio del maestro Gaetano Corsini dal quale è stata avviata, giovanissima, al sentimento della figura.

Nella Bonanno

a insegnato educazione artistica e nello stesso tempo si è dedicata incessantemente alla pittura. I temi dei suoi primi lavori sono stati le molteplici sfaccettature dei paesaggi e dei volti siciliani, visti attraverso un occhio personale e un’anima appassionata. Dal 1974 i suoi soggetti e il suo amore sono le “ISOLE EOLIE”. L'artista, che usa esclusivamente la tecnica ad olio, ama soffermarsi sui particolari delle abitazioni eoliane che, con l'intersecarsi di linee e forme, offrono spunti interpretativi sempre nuovi, sempre freschi.

Non le resta che da cogliere da questo immaginario albero gli inesauribili frutti, interpretandoli in maniera del tutto personale, con gusto e delicatezza. I paesaggi e le case delle Isole Eolie costituiscono i soggetti che più affascinano l'artista.
E’ iscritta nell’Archivio per l’Arte Italiana del Novecento.

MOSTRE PRINCIPALI
1969 - Personale - Grand Hotel Riviera Messina
1971 - Personale - Galleria 70 Messina
1972 - Personale - Jolly Hotel Messina
1976 - Personale - Galleria “La Marguttiana” Roma
1977 - Personale - Galleria “Stranissimo” Siena
1979 - Personale - Galleria “La Nuova Papessa” Roma
1984 - Personale - Galleria “La Meridiana” Messina
1990 - Personale - Galleria “Programma Arte” Milano
1991 - Personale - “Centro Artistico Ferrarese” Ferrara
1999 - Personale - “Palazzo Duchi di S. Stefano” Taormina

Di lei hanno scritto:

...i paesaggi della Bonanno hanno un'anima misteriosa e forte, non hanno necessità della presenza fisica dell'uomo per esprimere la loro umanità. Sono parti di un mondo deserto che tuttavia comunica serenità poiché rappresenta un ritorno a una dimensione della propria vita interiore.Il paesaggio riemerge dalla memoria con la sua realtà e la pittrice lo modella con forza affidandosi al ritmo aggressivo del segno e dell'irrealtà dei colori. Ma un colore non è mai irreale e ha ragione il poeta francese dadaista-surrealista quando scrive di una arancia blu per fare una similitudine della Terra. Un colore è un'idea, è una figura poetica.
Gigliola Biondi
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...si contrappongono a quest'anima della Bonanno che fa proprio il tormento dell'antica terra lavica, la gentilezza del segno e la morbidezza del colore nei ritratti: quasi una vacanza dalle ruvide asperità degli scogli e dalle erte scalinate, qui viene in superficie tutta la dolcezza di una madre che sapientemente sfrutta le irregolarità della tela a trama grossa che scendono, quasi come un velo.
Eva Graziani Szasz
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...sono raffigurazioni di una natura aspra, gruppi raccolti di case con illuminazioni di violetto, accensioni di ocra modulata in gradazioni monocromatiche, con colori che si rastremano in toni scuri che contrastano con la luminosità dei cieli. Rocce scolpite, martellate con forza, con ostinazione, paesaggi sentiti e costruiti dall'interno, riflessi di sensazioni. C'è raccolta intorno una tensione ansiosa e insieme una grande pace, un silenzio non sgomento che si apre sull'infinito.
Giovanni Magrini
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...nei paesaggi la Bonanno sembra riscattare validamente le possibilità fornite dai propri mezzi espressivi mettendo a profitto quelle risorse insite nelle più scoperte inclinazioni del suo temperamento e nei suoi risvolti maggiormente vivi di un'intimità emozionale che le consente di cogliere, delle suggestioni esercitate dalla rupestre bellezza di quelle zone ulcaniche, nel fascino di quell'asperrima natura, un pretesto di resa pittorica, uno spunto ideativo, un mordente di invenzione persino, in tutto atti a divenire efficaci incentivi o interessanti suggerimenti per la formulazione visiva e spirituale dei quadri.
Vittorio Scorza
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...i luoghi amati da Nella Bonanno sono dunque visioni talvolta disperse nell'incanto degli orizzonti marini, talvolta vedute soffocate dall'afa e dalla canicola. E' uno sguardo carico di riflessione, semplice ed ermetico, muto ma eloquente, che evoca nello spettatore sensazioni d'oblio. E' come un fanciullo che guarda per la prima volta il mondo e la sua complessità.
Roberto Cascone

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