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Dicearco
[ Messina -350 , -290 ]


«Vi è, sulla mortalità degli uomini, un libro di Dicearco, valente ed eloquente peripatetico, il quale, dopo aver raccolto tutte le cause accidentali, come alluvioni, pestilenze, rovine, anche improvvise irruzioni di bestie (il cui assalto stermina talvolta, com'egli informa, intere popolazioni), passa a dimostrare, per via di confronto, come l'impetuosa violenza degli uomini, le guerre e le sedizioni, abbia menato ancor più larga strage fra gli uomini che non tutte quelle calamità naturali»
Cicerone, "De officiis'', II, V

Dicearcoilosofo, matematico, storico e geografico vissuto tra il 350 e il 290 avanti Cristo. Compie i suoi studi scientifici ad Atene, nella scuola paritetica di Aristotele. Qui si mette in relazione con Teofrasto e si interessa ad argomenti legati con la moralità.
Rispetto al suo maestro, Aristotele, sostiene la superiorità della vita pratica sulla vita teoretica. L'atteggiamento contemplativo verso la natura viene superato e sostituito da Dicearco con un modello di vita attiva e responsabile. Nel pensiero del filosofo messinese, l'uomo è responsabile del proprio destino e la decadenza è dovuta al cattivo uso della ragione. Dicearco esalta, nelle sue opere, la superiorità della vita attiva su quella contemplativa, rinnega il fato e mette nelle mani dell'uomo la responsabilità nella costruzione del proprio destino.
Incaricato da Alessandro scrisse la storia di Sparta, opera che veniva fatta leggere ogni anno pubblicamente per istruire i giovani.
A lui fu pure dato incarico di misurare i monti del Peloponneso, «Misura dei monti che sorgono nel Peloponneso» calcolando che il monte era alto 1250 passi . Ha calcolato anche la circonferenza del globo terrestre in 53000 km.
a sua opera «Vita della Grecia» è probabilmente la prima storia della cultura greca orientata a rivalutare il progresso storico. Essa comincia dall’Età di Crono.
Un’altra sua opera importante è «L’itinerario intorno alla Terra», un’opera geografica che per la prima volta mostra una specie di suddivisione topografica basata su meridiani e paralleli.
Nella sua rappresentazione cartografica la Terra era divisa con due rette, una orizzontale e una verticale. L’orizzontale partiva dalle Colonne d’Ercole (l’attuale stretto di Gibilterra) e, attraverso la Sicilia, il Peloponneso e la Turchia, arrivava all’estremità orientale del mondo conosciuto, il Caucaso indiano; la verticale passava per Siene (l’attuale Assuan, città dell’Egitto al confine con il Sudan). Su queste due linee erano fissate delle unità di misura, e su tutta la Terra, «rispecchiata in un disegno», poteva essere tracciato un reticolato. Ogni punto della terra o del mare era in tal modo individuato da due numeri: la distanza dalla linea verticale e la distanza dalla linea orizzontale.
icerone, Plutarco, Ateneo, ed altri scrittori, citano i titoli di molte delle sue opere, ma a noi restano pochi frammenti come quelli di «Anima», «Mantica», «Vita pratica» ed alcuni saggi come «Tripolitico», «Su Alceus» e «Vita della Grecia». In quest’ultima opera, probabilmente è la prima storia della cultura greca orientata a rivalutare il progresso storico, Dicearco descrive la Grecia vista geograficamente e vi sono annotati per ogni paese gli usi e costumi.

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