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Città fantasma

Messina per la sua posizione geografica e per l'importanza della base portuale fu la città più bombardata dell’isola,(BOMBARDAMENTI SECONDA GUERRA MONDIALE www.biografiadiunabomba.it) uno degli obiettivi principali delle forze aeree alleate durante il secondo conflitto mondiale: subì quattro bombardamenti navali e 2805 bombardamenti aerei che estesero i loro effetti distruttivi alle immediate vicinanze costiere.

I piloti degli aerei attaccanti si tormentavano per il fatto che Messina bombardata appariva dall'alto come «città fantasma», dai palazzi apparentemente indenni, ignorando che l'urbanistica antisismica, con le strutture degli edifici e con l'impianto regolare della rete stradale, assorbiva l'onda esplosiva senza crolli dei muri esterni dei palazzi che si sbriciolavano dentro seppellendo tutto.
Dopo l’ultima incursione, quella dell’ 8 Agosto 1943 , effettuata su larga scala dai Liberator prima dell'arrivo delle truppe alleate, gli ufficiali della «Royal Air Force» diranno:

«quell'infelice città appariva ridotta in condizione quasi simile a quella in cui fu ridotta dal terremoto del 1908 ».

Ormai la città è abbandonata dai suoi abitanti e ridotta ad un cumulo di macerie. Tutto soffrirono con grande forza morale i messinesi rimasti nella devastazione. La gente spala i detriti dalle strade, le lunghe file dei bambini e degli anziani per la razione di pane, fame, miseria, morte simboli di una città cui meritatamente nel 1979 fu consegnata la medaglia d'oro al valor militare.

Nonostante tutto l'aviazione alleata svolse fino alla conquista della Sicilia (17 Agosto 1943) il suo programma di distruzione degli impianti portuali e ferroviari, degli approdi delle motozattere per sbarrare la porta di accesso alla Sicilia e impedire il transito dei rifornimenti diretti prima alle armate dell'Asse combattenti in Africa settentrionale, in un secondo tempo alle divisioni destinate alla difesa dell'isola e infine per tagliare le vie di ritirata ai resti delle unità italo-tedesche. A distanza di tanti anni ancora oggi è difficile stabilire fino a che punto la devastazione della città contribuì alla vittoria degli Alleati nello scacchiere del Mediterraneo dal momento che la porta della Sicilia restò sempre aperta al traffico militare. La popolazione subì con dignità i bombardamenti dimostrando grande forza morale che non fu rassegnazione ma senso di responsabilità di fronte all'ineluttabile.

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