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Egitto: i partiti promettono di cessare lo stato d'emergenza ma non prendono impegni sui diritti delle donne

Egitto: i partiti promettono di cessare lo stato d'emergenza ma non prendono impegni sui diritti delle donneEgitto: i partiti politici promettono ad Amnesty International di porre fine allo stato d'emergenza, ma non prendono impegni sui diritti delle donneCS007: 24/01/2012


© Getty Images

La maggior parte dei principali partiti politici egiziani ha promesso ad Amnesty International di portare avanti ambiziose riforme nel campo dei diritti umani, ma ha al contempo dato risposte ambigue o ha rifiutato d'impegnarsi a porre fine alla discriminazione, a proteggere i diritti delle donne e ad abolire la pena di morte.
 
È questo il risultato dell'invito che Amnesty International ha rivolto ai partiti politici lo scorso novembre, prima dell'inizio delle elezioni parlamentari, chiedendo loro di sottoscrivere un "Manifesto per i diritti umani in Egitto", contenente 10 misure-chiave, e di esprimere in questo modo la loro seria volontà di favorire riforme significative in materia di diritti umani.
 
Amnesty International ha scritto a 54 partiti politici e ha cercato d'incontrare 15 delle formazioni principali: di queste, nove hanno sottoscritto il "Manifesto per i diritti umani in Egitto", in tutto o in parte, e tre hanno dato risposte a voce. 
 
Il Partito della libertà e della giustizia, che ha ottenuto la maggioranza dei seggi nella nuova Assemblea del popolo, è stato uno dei tre partiti che sostanzialmente non hanno risposto, nonostante i considerevoli sforzi fatti da Amnesty International per conoscere il suo punto di vista.
 
"Mentre questa settimana s'insediano i primi nuovi parlamentari, è incoraggiante vedere che così tanti dei principali partiti politici abbiano discusso con Amnesty International e si siano dimostrati pronti a impegnarsi in favore del cambiamento, attraverso il contrasto alla tortura, la tutela dei diritti degli abitanti degli insediamenti precari e la garanzia di processi equi" - ha dichiarato Philip Luther, direttore ad interim di Amnesty International per il Medio Oriente e l'Africa del Nord.
 
"Tuttavia, è preoccupante constatare che un certo numero di partiti ha rifiutato d'impegnarsi in favore dell'uguaglianza dei diritti per le donne. Oltre al fatto che nel nuovo parlamento egiziano le donne sono poche, questo pone alti ostacoli a un ruolo a tutto tondo delle donne nella vita politica egiziana" - ha commentato Luther.
 
"Vogliamo sfidare il nuovo parlamento a cogliere l'opportunità della stesura della nuova costituzione per garantire tutti i diritti a tutte le persone. Le pietre miliari della nuova costituzione dovranno essere la non discriminazione e l'uguaglianza di genere" - ha precisato Luther.
 
I due unici partiti che hanno sottoscritto tutti e 10 gli impegni del "Manifesto per i diritti umani in Egitto" sono stati il Partito socialdemocratico egiziano e il Partito dell'alleanza popolare socialista. Quasi tutti i 12 partiti che hanno risposto ad Amnesty International si sono impegnati ad attuare i primi sette punti, che comprendono il rispetto dei diritti civili e politici, la fine del trentennale stato d'emergenza, il contrasto alla tortura, la tutela della libertà d'espressione e d'associazione, la garanzia di celebrare processi equi e lo svolgimento d'indagini sulle violazioni dei diritti umani commesse sotto il regime di Hosni Mubarak.
 
Amnesty International ha inoltre ottenuto da quasi tutti i partiti un impegno in favore degli abitanti degli insediamenti precari e dei diritti economici, sociali e culturali di tutti gli egiziani.
 
L'ottavo punto del "Manifesto per i diritti umani in Egitto", la fine della discriminazione, è stato sottoscritto dalla maggior parte dei partiti ma diversi di essi hanno risposto di non poter accogliere la richiesta di Amnesty International di porre fine alla discriminazione basata sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere. I commenti di almeno due partiti lasciano intendere che il problema della discriminazione contro i copti, compresa quella relativa all'edificazione dei luoghi di culto, è stato esagerato.
 
Un certo numero di partiti ha espresso riserve sul nono punto del "Manifesto per i diritti umani in Egitto", relativo alla protezione dei diritti delle donne, inclusa l'uguaglianza di diritti in materia di matrimonio, divorzio, affidamento dei figli ed eredità. Diversi partiti hanno invocato la legge islamica per spiegare le ragioni del loro mancato impegno.
 
La maggior parte dei partiti ha espresso riserve sul decimo punto del "Manifesto per i diritti umani in Egitto", l'abolizione della pena di morte, chi sostenendo che l'impegno sia in contrasto con l'Islam, chi argomentando che è necessario approfondire il tema. Anche i due partiti favorevoli all'abolizione della pena capitale hanno detto che si tratta di un obiettivo a lungo termine, non raggiungibile nei prossimi anni.
 
"Il vero banco di prova per i partiti egiziani sarà tradurre questi impegni in iniziative parlamentari per abolire le leggi repressive dell'era Mubarak, riformare le forze di polizia e i servizi di sicurezza e approvare norme che proteggano i diritti umani e rompano i ponti col lascito di abusi del passato. Una delle prime misure dovrà essere l'abolizione del così tanto deprecato stato d'emergenza" - ha commentato Luther.
 
"Donne e uomini sono stati fianco a fianco durante le proteste e si sono reciprocamente aiutati per rovesciare il presidente Mubarak e arrivare a queste elezioni. Negare l'uguaglianza tra loro vorrebbe dire annientare la speranza di fare ingresso in un'era di diritti e dignità per tutti" - ha concluso Luther.
 
I 10 impegni contenuti nel "Manifesto per i diritti umani in Egitto" di Amnesty International



Porre fine allo stato d'emergenza e riformare le forze di sicurezza
Porre fine alla detenzione incommunicado e combattere la tortura
Garantire processi equi
Rispettare i diritti alla libertà di riunione, associazione ed espressione
Indagare sulle violazioni dei diritti umani del passato
Realizzare i diritti economici, sociali e culturali per tutti
Tutelare i diritti degli abitanti degli insediamenti precari
Porre fine alla discriminazione
Proteggere i diritti delle donne
Abolire la pena di morte

Le risposte dei partiti politici egiziani



Partito socialdemocratico egiziano (parte del Blocco egiziano, che ha ottenuto 34 seggi in parlamento): ha sottoscritto tutti e 10 gli impegni, precisando però che è prematuro aspettarsi l'abolizione della pena di morte in assenza di un consenso popolare.
 
Partito dell'alleanza popolare socialista (parte del Blocco La rivoluzione continua, che ha ottenuto 7 seggi in parlamento): ha sottoscritto tutti e 10 gli impegni, precisando però che è prematuro aspettarsi l'abolizione della pena di morte in assenza di un consenso popolare.
 
Partito della gioventù dell'Egitto: ha inviato una lettera di sottoscrizione affermando il suo impegno in favore dei diritti umani in termini generali, senza fornire dettagli riguardo ai 10 punti.
 
Nuovo partito Al Wafd ("La delegazione") (38 seggi in parlamento): ha sottoscritto gli impegni con l'eccezione dell'abolizione della pena di morte.


Partito del fronte democratico: ha sottoscritto gli impegni con l'eccezione dell'abolizione della pena di morte.
 
Partito riforma e sviluppo (10 seggi in parlamento): ha sottoscritto gli impegni con l'eccezione dell'abolizione della pena di morte.
 
Partito Al Karama ("La dignità"): ha accettato a voce gli impegni con l'eccezione dell'abolizione della pena di morte.
 
Partito Al Nour ("La luce") (125 seggi in parlamento): ha accettato a voce gli impegni con l'eccezione dell'abolizione della pena di morte e della protezione dei diritti delle donne.
 
Partito dei guardiani della rivoluzione: ha inviato una lettera di adesione, con l'eccezione dell'abolizione della pena di morte e della protezione dei diritti delle donne, sostenendo che su questi temi si attiene alle indicazioni delle istituzioni religiose di al-Azhar.
 
Partito di liberazione egiziano: ha sottoscritto gli impegni con l'eccezione dell'abolizione della pena di morte e della protezione dei diritti delle donne, sottolineando l'opposizione alla Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne; ha promesso di garantire la non discriminazione, con l'eccezione di quella basata sull'orientamento sessuale.
 
Partito Al Wasat ("Il centro") (10 seggi in parlamento): ha sottoscritto gli impegni con forti riserve nei confronti dell'abolizione della pena di morte, della protezione dei diritti delle donne e della garanzia di non discriminazione. Ha esplicitato le sue riserve sulla non discriminazione basata sull'orientamento sessuale e sull'uguaglianza di diritti tra musulmani e copti nell'edificazione dei luoghi di culto.


Partito della rivoluzione egiziana: nel corso di un incontro, i rappresentanti del partito hanno espresso il loro punto di vista sul bisogno di "sicurezza" e sull'obbligo di rispettare i "valori islamici", giustificando la prosecuzione dello stato d'emergenza e impegnandosi però a combattere la tortura. Hanno anche detto che la libertà di riunione, associazione ed espressione è importante ma solo fino a quando non "minacci la sicurezza pubblica". I diritti delle donne non dovrebbero essere in contrasto con la religione e quello della discriminazione nei confronti dei copti è un problema esagerato. Non hanno espresso riserve sugli altri punti.
 
Partito degli egiziani liberi (parte del Blocco egiziano, che ha ottenuto 34 seggi in parlamento): non ha risposto alla richiesta d'incontro né ha fatto avere commenti.
 
Partito della libertà e della giustizia (234 seggi in parlamento): non ha risposto alla richiesta d'incontro né ha fatto avere commenti. L'ultimo tentativo di contattarlo risale al gennaio 2012.
 
Partito della giustizia (1 seggio in parlamento): non ha risposto alla richiesta d'incontro né ha fatto avere commenti.


FINE DEL COMUNICATO                                                                             Roma, 24 gennaio 2012

Per approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it


.

24/01/2012

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Camp X-Ray, Guantánamo Bay, 2002 © US DoD

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