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Francesco Carrozza
[ S. Lucia del Mela (Messin 1899 , Messina 1983 ]


Francesca Carrozza«Non ci reclamino i futuristi di Milano gli avanguardisti di Napoli i dottori di Bologna. Noi non crediamo alle scissure letterarie provocate dall'ingegno fantasioso dei giovani e dalla cultura ostinata dei vecchi [...] Legati dì buona amicizia con Lionello Fiumi, con Filippo De Pisis, con Giuseppe Villaroel con Enrico Cardile noi non cesseremo di essere i riverenti discepoli e ammiratori di Tommaso Cannizzaro, di Eugenio Donadoni, di Clemente Valacca, di Gennaro Di Niscia, di Vittorio Cian [...] e non dimenticheremo di essere i Latini di Virgilio e di Orazio e gli Italiani di Dante e Machiavelli...».

Francesco Carrozza nel primo numero del «Nuovo Giornale Letterario»  28 febraio 1917

Scrittore siciliano vicino fin da giovanissimo al movimento futurista,è amico di poeti d'avanguardia , come Lionello Fiumi, Filippo De Pisis, Giuseppe Villaroel.
Frequenta il liceo classico quando, nel 1917 conosce Salvatorre Quasimodo, Giorgio la Pira, Salvatore Pugliatti, Giuseppe Raneri che frequentano l'istituto tecnico "Jaci". Sognono tutti di realizzare un giornale, e lo fanno a casa del Carrozza. Il «Nuovo Giornale Letterario»  nasce quindicinale a presto diventa mensile.
 
 «La rivista fa fare  a tutti un autentico salto di qualità sia per la credibilità che conferì loro nell'ambiente cittadino, sia per lo stimolo che diede ad aggiornarsi e a confrontarsi, a verificare le proprie possibilità e la propria vocazione. Quasimodo, Morana, Denti, Fiore e Raneri conobbero per la prima volta la gioia del loro nome stampato accanto a quello di scrittori già noti (Fiumi, De Pisis, Vìllaroel, Armando Curcio, Tommaso Cannizzaro...). »
Giuseppe Miligi Gli anni messinesi e le "parole di vita" di Giorgio La Pira

Il 16 Aprile 1921 partecipa alla campagna montata nel 1921 dai futuristi siciliani contro "le esumazioni di teatro antico" al Teatro Greco di Siracusa e in appoggio ad una proposta di Marinetti che voleva vi fosse piuttosto rappresentato ogni anno un dramma moderno di un giovane autore siciliano scelto attraverso un pubblico concorso. Ne firma il manifesto "per i futuristi siciliani" con Jannelli, Nicastro, Vann'Anto',  e Raciti.

Non si poteva vedere in questo fenomeno, una sorta di nuova rivendicazioni della suola e della lingua siciliana?

Giorgio La Pira, Francesco Carozza,F.T. Marinetti 


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