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Accademia della scocca

«Ho qui sullo scrittoio una preziosa fotografia — non precisamente accademica pur se ritrae un simposio dell'originalissima Accademia della Scocca dove Salvatore Pugliatti appare al centro d'una ricca tavola imbandita, con alla destra i poeti Quasimodo e Saitta, e alla sinistra il sottoscritto in atto di batter le mani. Pugliatti, in piedi, sta leggendo agli invisibili tavolanti (il fior Fiore dell'intelligenza messinese: o meglio di quella cosmopoli che grazie a lui diventava in simili occasioni Messina), una di quelle "pergamene" argutamente fregiate a pastello, e ih realtà formate di quella bella e ruvida carta gialla usata un tempo dai macellai, contenenti la briosa motivazione di una qualche nomina di "scoccante" o "scoccato" che dir si voglia. Le riunioni alla libreria dell'Ospe con conseguenti pranzi memorabili o sulla riva del mare o in un arroccato castello montano restano tra i ricordi più vivi e vivificanti della mia vita.»
Giorgio Caproni

Messina, per l'entusiastico stimolo di 'Ntoni Saitta, a metà del XX secolo si era formato un sodalizio culturale di prima qualità. Poeti, letterati, musicisti, artisti, editori e critici, facevano parte del Fondaco, il locale cantinato della libreria dell' O.S.P.E., nella piazza Cairoli. Qui si incontravano e si riunivano per parlare di pittura, musica, letteratura, teatro, cinema, o per salutare il pittore di ottima qualità che, al momento, esponeva le sue opere. La principale qualità del Fondaco era quella di saper discutere di cose «serie» con toni scherzosi. Ma, anche, di saper dare spazio ai giovani artisti messinesi, per esordire. A dimostrarne la "qualità" potrebbero bastare tre nomi: Giorgio La Pira, Salvatore Pugliatti, Salvatore Quasimodo.
'amalgama tra gli amici del Fondaco era tale che, spontaneamente, si formò l'Accademia della Scocca (1949), nome derivato dai pomodori appesi per utilizzarli nei mesi invernali. L'Accademia si riuniva di volta in volta in qualche trattoria rustica ma di cucina genuina. Qui si svolgevano convivi dove il momento culturale era privilegiato, come e meglio di quello culinario. I locali erano scelti nel territorio della provincia. Una di queste riunioni, a Tindari, ha dato spunto a Quasimodo per "Vento a Tindari". Nei luoghi prescelti, gli "oriundi" facevano gli onori di casa: Raffaele Saggio a Patti, Nino Pino Balotta a Barcellona, Nino Leotti a  Castroreale, Giuseppe Miligi a Montalbano.

Accademia della scocca - Salvatore Quasimodo -Salvatore Pugliatti - Giorgio Caproni - Carlo Bo
Accademia della scocca - Salvatore Quasimodo -Salvatore Pugliatti - Giorgio Caproni - Carlo Bo


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