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KaosKaos (1984)

Regia: Vittorio Taviani, Paolo Taviani.
Interpreti : Omero Antonutti, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Regina Bianchi, Margarita Lozano, Claudio Bigagli, Massimo Bonetti, Biagio Barone, Franco Scaldati, Carlo Cartier.
Musiche: Ennio Morricone, Nicola Piovani
Genere : Drammatico
Produzione Italia 1984.

". . . Io dunque son figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché son nato in una nostra campagna, che trovasi presso ad un intricato bosco, denominato, in forma dialettale, Càvusu dagli abitanti di Girgenti. Colà la mia famiglia si era rifugiata dal terribile colera del 1867, che infierì fortemente nella Sicilia. Quella campagna, però, porta scritto l'appellativo di Lina, messo da mio padre in ricordo della prima figlia appena nata e che è maggiore di me di un anno; ma nessuno si è adattato al nuovo nome, e quella campagna continua, per i più, a chiamarsi Càvusu, corruzione dialettale del genuino e antico vocabolo greco Xàos."
Luigi Pirandello

Tratto da quattro racconti di Luigi Pirandello, "Novelle per un anno": (nella edizione televisiva cinque: con "Requiem"), del tutto diversi per tema e sviluppi, legati tra loro dal tenuo filo di un volo di corvo, che muove le ali verso il cielo del Prologo. Un gruppo di pastori se ne disputano il possesso, finché uno di essi, legato al collo dell'uccello un campanello, gli rende la libertà. Il palpito delle ali nerissime e il tintinnio di quel campanello (il soggetto è tratto da "Il corvo di Mizzaro", sempre di Luigi Pirandello) punteggeranno a tratti l'andamento del film.
Nell' episodio dal titolo "Colloquio con la Madre",compare Pirandello stesso (interpretato da Omero Antonutti), è ambientato nelle cave di pomice di Porticello e nella zona di Punta castagna a Lipari, dove oggi molti turisti vanno per cospargersi di pomice e poi rotolare nel mare turchino. Lo vediamo , in treno, ritornare alla sua casa natia, dove incontra il fantasma della madre (Regina Bianchi). E’ lei che lo ha chiamato, il richiamo è fortissimo, gli vuole parlare. Gli vuole dire una cosa importante, molto importante : si deve rilassare, rasserenare. La scena è ebbra di tenerezza e di commozione. Lo scrittore parla alla madre morta come non le ha mai parlato da viva. Con tenerezza, con rimpianto , aveva proprio bisogno di questo “ regressus ad uterum “.
Luigi vede il mare da una finestra, ricorda le vele della sua infanzia e chiede alla madre di raccontargli di un famoso viaggio, che lei fece in barca con le sorelline verso Malta, per andare a trovare il Nonno, esiliato in quell'isola... Tante volte ha cercato di metterlo per iscritto, quel racconto , ma non è mai riuscito a tradurre in parole quelle emozioni. E la madre racconta ….. la traversata a remi, la sosta e il bagno rigeneratore all’isola della pomice …e i due si ritrovano…non importa in quale dimensione….non importa se lui è ancora qui e lei già di là…..Il tempo è un’invenzione umana…importante è ritrovarsi.

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