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Eolie

Nel dopoguerra nelle Eolie furono girati alcuni dei primi documentari utilizzanti tecniche di ripresa subacquea.
Il produttore siciliano Francesco Alliata di Villafranca fu autore con Quintino di Napoli, Pietro Moncada e Renzo Avanzo , dei primi documentari della Panaria Film

  • 1946 "Cacciatori sottomarini" di Francesco Alliata, Renzo Avanzo, Quintino di Napoli, Pietro Moncada;durata dieci minuti
  • 1948 "Bianche Eolie" di Renzo Avanzo, Quintino di Napoli, Pietro Moncada; , durata dodici minuti, mostra la vita quotidiana delle donne e degli uomini dell'arcipelago, le loro abitazioni, il loro lavoro (compreso quello nelle cave di pomice)
  • 1948 "Isole di cenere" di Francesco Alliata, Quintino di Napoli, Pietro Moncada; durata nove minuti

La produzione di Vulcano:seduti da destra Franco Alliata, William Dieterle,Quintino di Napoli.In piedi Fosco Maraini, Pietro Moncada,Renzo AvanzoQuelli della Panaria Film furono dei veri e propri pionieri delle ripresa subacquea, degli appassionati di immersione (i Cacciatori sottomarini) che perseguirono e realizzarono il sogno di mostrare a chi rimaneva in superficie lo splendido mondo degli abissi. All'inizio utilizzavano tecniche fantasiose, rudimentali e artigianali, come quella di costruire uno scafandro per la macchina da presa, si immergevano in apnea e rischiavano la loro stessa vita per pochi secondi di ripresa. Ma, a poco a poco, le loro tecniche si sono affinarono e il loro contributo, di livello ormai innegabilmente professionale, servì al regista Dieterle per girare alcune scene di "Vulcano", un cult del 1950 con Anna Magnani.
I loro lavori sono presentati a numerosi festival internazionali di cinematografia e cinema sperimentale. Nel 1948 questi documentari vengono premiati al Festival di Locarno ed a quello di Venezia. Viene rimontato " Cacciatori Sottomarini" che viene anche premiato al festival di Stresa ed a quello di Taormina.
Sull'onda di questi successi Alliata fonda a Lipari nel 1948 il "Circolo Siciliano Cacciatori Sottomarini" che puo' vantare un rifugio con 20 posti letto e tre imbarcazioni per il turismo subacqueo!
Successivamente De Seta ci racconta l’attività del vulcano nell’isola di Stromboli , rapporto fatto d'amore e d'angoscia, tra la gente dell'arcipelago e il loro turbolento ambiente vulcanico.

  • 1955 "Isole di fuoco" - di Vittorio De Seta durata undici minuti, primo premio al Festival del Cinema di Mannheim dell'anno successivo
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